Latte, burro, formaggi, lardo, pancetta e altri grassi animali vengono spesso 'demonizzati' quando si parla di malattie cardiovascolari, ma una nuova ricerca potrebbe rappresentare un significativo dietrofront. Lo studio in questione (una metanalisi che ha incrociato i risultati di 50 studi osservazionali) pare proprio assolvere gli 'acidi grassi saturi' dall'accusa di essere legati a un aumentato rischio di morte o a malattie cardiache, ictus e diabete di tipo 2.

Anzi, al contrario, sarebbero colpevoli i cosiddetti 'acidi grassi trans', cioè insaturi ma idrogenati o induriti, come le margarine, o prodotti dalla frittura con olii scaldati oltre il punto fumo, o che hanno subito una trasformazione batterica durante la masticazione di ruminanti. I grassi saturi risulterebbero non associati a mortalità per tutte le cause, mentre questi ultimi sarebbero associati a un aumento del 34% di morte per qualsiasi causa, del 28% di morte per malattia coronarica e del 21% di morte per malattia cardiovascolare.

Andrea Poli, presidente di Nutrition Foundation of Italy (NFI), ha commentato i dati così:

Questo non significa che possiamo mangiare tutto il burro che vogliamo, perchè gli effetti positivi sulla salute sono sempre prodotti dagli acidi grassi insaturi. Ma possiamo togliere un po' il pedale del freno sui 'saturi' (soprattutto dal latte e dai formaggi, per 'frenare' decisamente sui 'trans', accelerando, invece, sugli acidi grassi insaturi.