CATANIA – Ci sarebbe un giallo dietro la storia di solidarietà di Mario Cannavò, il giovane catanese che domenica ha donato fegato e reni. Un gesto, quello della famiglia, che permetterà di salvare altre vite umane. Il prelievo degli organi è avvenuto al Cannizzaro di Catania. Il 24enne è arrivato all'ospedale in condizioni disperate ed è morto dopo cinque giorni di coma.

Mario Cannavò è caduto da una impalcatura in un cantiere di Librino la settimana scorsa. In quell'incidente è morto anche un altro operaio. I due si sarebbero aggrappati l'uno all'altro tentando di salvarsi. Purtroppo inutilmente. E la Procura di Catania ha aperto un'inchiesta: si deve comprendere se nel cantiere tutte le norme relative alla sicurezza nei luoghi di lavoro sono state rispettate.

È stata necessaria l'autorizzazione della Procura di Catania per il prelievo di organi. Il cuore e i polmoni di Mario Cannavò, peraltro, non sono stati prelevati per permettere al medico legale di poter accertare le cause del decesso. Adesso saranno i magistrati ad accertare le cause del decesso e l'ombra delle ennesime morti bianche.