staminaliProseguono le indagini sulla vicenda Stamina Foundation. Oggi in Procura a Torino il pm Raffaele Guariniello ha incontrato i carabinieri del Nas per fare il punto e per concordare le iniziative da prendere nei prossimi giorni, come accertamenti e acquisizioni di atti. Sono oltre 70, finora, le potenziali vittime. Tredici le persone indagate (tra cui il presidente Davide Vannoni) accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, somministrazione di farmaci imperfetti e somministrazione di farmaci pericolosi per la salute. Dalla trasmissione di virus all’insorgenza di tumori: sarebbero numerosi i rischi per la salute del metodo Stamina secondo le carte dell’inchiesta di Torino. Gia’ nel 2012 un documento era stato redatto dal pm Raffaele Guariniello e dai suoi collaboratori. In particolare, ci sarebbero rilievi legati anche al fatto che lo staff avrebbe operato in “locali di cui non erano certificate la sterilita’ e l’adeguatezza”. Le carte evidenzierebbero rischi potenziali in base agli step del procedimento. La biopsia midollare, la manipolazione delle cellule staminali, le reintroduzioni mediante puntura lombare, i “medicinali imperfetti”, che date le condizioni di lavoro, non sarebbero state esenti da controindicazioni: nausea e cefalea ma anche meningiti batteriche, ematomi, traumi midollari, fino alle “localizzazioni cellulari atipiche e incontrollate” e al “rischio di insorgenza di tumori dovuti alla possibile selezione-trasformazione di cellule preneoplastiche durante le manipolazioni in vitro”. Dalle carte dell’indagine emergerebbe, inoltre, che si sarebbe operato in “piu’ strutture, alcune palesemente inidonee e ricavate da scantinati”. L’indagine, chiusa nel 2012, e’ stata quasi subito riaperta. A Torino, il 27 marzo 2008, vi era stato un “parere negativo” formulato dall’Ordine dei medici. Secca la risposta a quanto sta emergendo da parte dell’inventore del metodo Stamina Davide Vannoni, che ritiene che i risultati del progetto Stamina ci siano.