01Fanpage http://goo.gl/PnEgmx Museo Salinas di Palermo

Nel mese di aprile del 1841 furono rinvenuti in un fondo privato ad Agrigento cinque splendidi crateri attici a figure rosse utilizzati come cinerari e ancora contenenti le ossa combuste.

I rinvenitori furono allora accusati di aver scavato clandestinamente, ma si giustificarono dicendo di aver intrapreso lo scavo nella speranza di rinvenire qualche importante reperto da regalare al Re come segno della devozione della città di Girgenti.
I vasi vennero allora depositati presso la Biblioteca Lucchesiana e mostrati al Re nel successivo mese di ottobre, ma Ferdinando II, avendone apprezzato il pregio, decise di regalarli al Museo della Regia Università degli Studi di Palermo.
Raffaele Politi, componente della Commissione di Antichità e Belle Arti di Girgenti, illustrò i vasi corredando la dissertazione con otto incisioni in rame.
Tra essi, di particolare pregio, questo cratere a campana di produzione attica databile tra il 470 e il 460 a.C. circa: la raffigurazione principale, a figure rosse sul fondo nero, rappresenta la partenza di Trittolemo sul carro regalatogli da Demetra. Trittolemo è accompagnato da Demetra e da Persefone, che compiono libagioni tenendo in mano fasci di spighe, e da due figure maschili, il padre Celeo, re di Eleusi, e Ippotoonte; Demetra, infatti, per ringraziare Celeo dell’ospitalità, decise di insegnare a Trittolemo l’arte dell’agricoltura, affinché potesse trasmettere la sua conoscenza agli uomini insegnando loro a piantare e mietere i raccolti. Sotto la protezione di Demetra, Trittolemo volò su un carro alato per compiere la sua missione. Sull’altra faccia del cratere sono raffigurati Zeus in trono fra Eos e Tetide.

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