01Lo scorso 21 novembre un uomo si è presentato all’ospedale Barone Lombardo di Canicattì lamentando forti dolori allo stomaco; i poliziotti lo hanno convinto ad operarsi e ora, è salvo.

Era la sera del 21 novembre e un extracomunitario, somalo di 44 anni, residente a Racalmuto, è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Barone Lombardo situato in contrada Giarre, presso la città di Canicattì.
L’uomo, nonostante i forti dolori allo stomaco, non voleva però farsi operare, dichiarando che sarebbe ben presto guarito da solo. Il medico di turno ha dunque deciso di avvisare le Autorità competenti, affinché potessero allertare un giudice e costringere così il paziente a operarsi, dato che la sua vita era appesa a un filo.

Prontamente, i poliziotti si sono presentati con una volante dal vicino commissariato di Canicattì al centro medico, con un’autorizzazione firmata dal Sostituto di turno in Procura, Carlo Cinque.
All’immigrato era stata diagnosticata un’ulcera perforata sanguinante: in pratica un oggetto, ingoiato qualche tempo prima, era finito nello stomaco trapassandogli la mucosa gastrica, che ora sanguinava.

Se non fosse stato operato di urgenza, sarebbe dunque potuto morire in poche ore. Ma l’intervento provvidenziale della Polizia e l’interessamento dei medici, gli hanno impedito di rimanere fulminato a causa di una peritonite.
Subito dopo il ‘sì’ del giudice, l’uomo è stato traportato di corsa in sala operatoria dove l’équipe medica del chirurgo e vice primario Mauro Zanchi, ha portato a termine un intervento delicato che però è perfettamente riuscito. Il 44enne è oggi fuori pericolo, ma rimarrà nella struttura sanitaria cittadina fino a quando le sue condizioni non saranno stabili.

Ancora non si conoscono le cause che hanno spinto l’extracomunitario a rifiutare l’operazione, forse l’abitudine a ‘cavarsela’ e a non voler fare di un sassolino una montagna, lo hanno portato a rinunciare a un procedimento di urgenza che gli ha invece salvato la vita.

Una spiegazione plausibile potrebbe poi essere il discorso economico: in Somalia la sanità pubblica è una delle peggiori del Continente, tanto che sono molti i medici che per carenza di fondi passano al settore privato, non accessibile a tutti.

Il dolore è il sintomo che il nostro corpo sviluppa per spiegarci che c’è qualcosa che non va, e non va mai ignorato. Per i cittadini della Comunità Europea che vivono nel nostro Paese, le possibilità di cura sono le stesse di un cittadino che vi è nato; per quanto riguarda invece tutti coloro che sono giunti in Italia da una nazione extraeuropea, possono accedere ai servizi urgenti del Sistema Sanitario Nazionale, dietro pagamento delle relative tariffe regionali, nel caso che abbiano in programma di rimanere in Italia per non più di 90 giorni.

Per tutti gli stranieri invece, che siano in possesso di un regolare permesso di soggiorno, che non siano turisti ma dunque residenti, è possibile fare domanda d’iscrizione alle ASL locali, con la possibilità di scegliere un medico di base per la cura della propria salute e di quella della famiglia a carico, così come accade già per tutti i cittadini italiani.

Autore | Enrica Bartalotta