Monica Lewinsky 20 anni dopo lo scandalo che mise nei guai l'ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. "Fui vittima di un abuso di potere", dice a "Vanity Fair", spiegando di essere di nuovo alle prese con il passato. Non poca forza gliel'ha data il movimento #MeToo, l'onda contro molestie e abusi nel mondo dello spettacolo e dello sport.

La vicenda le rovinò la vita, dice lei, che oggi ha 44 anni e vive a Londra. Parla di "questione del consenso" tra colei che all'epoca dei fatti era una stagista poco più che ventenne e uno degli uomini più potenti della Terra. Racconta anche di aver cominciato a riconsiderare il caso dopo aver rivisto poco prima di Natale l'ex procuratore che si occupò del caso, Kenneth Starr, incontrato per caso per le strade di New York.

"Anche se all'epoca avrei preferito comportarmi in modo diverso, avrei anche voluto che lei e il suo ufficio aveste fatto scelte diverse", avrebbe detto Lewinsky rivolgendosi all'uomo, che a sua volta l'avrebbe liquidata con poche parole: "Lo so, è stato spiacevole". Del resto ancora bruciano sulla pelle di Monica Lewinsky i racconti sugli incontri segreti nello Studio Ovale sbandierati davanti all'opinione pubblica, come la vicenda del vestito blu indossato dalla ragazza durante un suo rapporto con l'ex presidente, dato in pasto ai media.

Monica spiega quindi di aver cominciato a riflettere su quelle che sono "le implicazioni di una diversa concentrazione di potere che potevano esserci tra un presidente e una stagista alla Casa Bianca". Un po' di amarezza, infine, per il fatto di non trovare nonostante tutto una sua collocazione nel movimento #MeToo, dove non tutti sono pronti a darle il benvenuto. Bill Clinton, oggi 71enne, fu messo sotto impeachment per aver mentito sotto giuramento sulla sua relazione con la stagista. Alla fine però fu scagionato dal Congresso.