È morta Stefanina Malu, l'anziana reclusa di 83 anni, che una settimana fa era tornata a casa in stato di detenzione domiciliare. Il decesso è avvenuto nell'ospedale "San Giovanni di Dio", dove è stata condotta con un'ambulanza in seguito a un malore verificatosi nella sua dimora. Si chiude così la vicenda di 'nonna galera', che negli ultimi mesi aveva suscitato vivaci reazioni nell'opinione pubblica.

Stefania Malu era stata arrestata per le prima volta nel 1962. Da allora è stato un viavai continuo: quasi 30 anni di carcere, lunghi periodi di semilibertà, arresti domiciliari e persino qualche anno di libertà vera. Con i soldi dello spaccio lei ci ha cresciuto i figli. A 83 anni non aveva più il carattere di un boss. La salute era precaria già da tempo, ma per i giudici non sarebbe stata in grado di redimersi.

"La droga è una cosa brutta, lo so, anzi l’ho sempre saputo. Per me era un lavoro, l’unico lavoro, perché nel quartiere non ce n’era un altro. Solo così potevamo vivere dignitosamente. Ho venduto di tutto, mai roba sporca. Non ho morti sulla coscienza. Ho fatto il lavoro sbagliato, però ho pagato per tutti. Ogni volta la polizia e i carabinieri hanno accusato me: mi sono presa tante condanne, ma non ero l’unica che vendeva droga in città. Adesso non ce la faccio più a stare dentro il carcere: la cella per me è diventata un inferno", raccontò in una recente intervista.

L’ultima volta che i carabinieri avevano fatto irruzione a casa sua, 'nonna galera' aveva già 82 anni e stava finendo di confezionare 200 dosi. Cocaina ed eroina, tutto pronto per essere consegnato ai soliti clienti. In quel periodo Stefanina Malu era ancora ai domiciliari e in un attimo è tornata in cella. A dicembre, tre mesi dopo l’arresto, il suo avvocato ha presentato un’istanza di scarcerazione, ma per convincere il magistrato non è servito neanche far leva su età e condizioni di salute.

"Qualcuno pensa che io sono diventata ricca con lo spaccio, ma per noi la vita è sempre stata difficile. Se avessi fatto tanti soldi, di certo, non avrei vissuto con i miei figli in una casa comunale. Tutti mi hanno sempre definito il capo nel quartiere, ma non è vero niente. Ho solo messo insieme i soldi necessari per tirar su la famiglia", diceva Stefanina.