Torna ad aprire al pubblico la Necropoli punica di Solunto, che ricade del territorio di Santa Flavia, in provincia di Palermo. Si tratta di una riapertura importante, che permette di scoprire un sito molto significativo. Tutti i dettagli, quando si può visitare.

Riapre la Necropoli punica di Solunto

All’evento di riapertura hanno partecipato circa 300 persone. “Restituire la fruibilità di un luogo ai cittadini é priorità per tutte le istituzioni. Creando sinergia si possono ottenere ottimi risultati ed é questo il cammino da seguire!”, commenta il sindaco di Santa Flavia, Giuseppe D’Agostino.

La Necropoli punica di Solunto si trova in via Consolare. Il progetto della riapertura è stato finanziato dal Gal Metropoli Est, con la direzione scientifica del Parco archeologico (diretto da Domenico Targia) e il coordinamento dell’archeologo Emanuele Tornatore, con il patrocinio del Comune di Santa Flavia.

“La riapertura della necropoli è importante – sottolinea Targia – perché la restituiamo alla pubblica fruizione dopo 15 anni. Viene ridata al territorio e così tornerà anche al patrimonio comunale di Santa Flavia”.

“Questa porzione di terreno venne acquisita al patrimonio pubblico nei primi del Novecento, quando era di proprietà di un privato. È ben conservata e ci consente un’ottima lettura dell’area. Si tratta di un sito importante, che va fruito anche dalle scuole e dai turisti. È sicuramente un valore aggiunto per la promozione del territorio”, aggiunge Tornatore.

Un po’ di storia

Solunto, insieme a Mozia e a Panormo, è una delle tre città fondate dai Fenici in Sicilia fra l’VIII e il VII secolo a.C., nello stesso periodo in cui sulla costa ionica aveva inizio la colonizzazione greca. Ne conosciamo il nome greco, ma di origine semitica, Soloeis, Solous, che significa “la roccia”, e la sua traduzione latina Solus, Soluntum.

L’originario toponimo fenicio è invece forse riconoscibile nell’etnico “k f r”, “villaggio“, che compare in esergo in emissioni monetarie in bronzo e argento della fine del V sec. a.C. Come ci narra Diodoro Siculo, agli inizi del IV secolo il più antico insediamento soluntino, che gli scavi hanno localizzato sul promontorio di Sòlanto, venne saccheggiato e distrutto da Dionisio I di Siracusa. La ricostruzione della città sulle pendici del Monte Catalfano, avvenuta nel corso del IV secolo, è documentata sempre da Diodoro.

Come visitare la Necropoli di Solunto

La necropoli soluntina si estende sul costone calcarenitico che domina l’arenile dell’Olivella, in contrada Campofranco. Alla necropoli punica sono finora complessivamente riferibili oltre 500 sepolture. Il tipo funerario prevalente è quello della tomba a camera ipogeica con accesso da Est, ricavata nel banco roccioso e preceduta da uno spazioso dromos (corridoio d’ingresso) costituito in genere da 3 o 4 gradini.

Nella cella, chiusa da un lastrone monolitico talvolta sormontato da un cippo in pietra, è presente un letto funebre risparmiato lungo la parete meridionale. La tipologia delle tombe a camera non è documentata a Solunto prima della fine del VI sec. a.C. , ma si trattava di sepolture ad inumazione di tipo “familiare” utilizzate per varie generazioni, sia in età classica che fino ad epoca ellenistica.

Le tombe a cassa, con cuscino risparmiato nella roccia e copertura a lastre rettangolari, contengono sepolture individuali che sono risultate
tra le più antiche di questo settore della necropoli.

La Necropoli punica di Solunto sarà aperta al pubblico dal lunedì al sabato dalle 9 alle 16,30 e la domenica e i festivi dalle 9 alle 13. Si può prenotare la visita telefonando ai numeri 331.6669270 o 338.7845140.

Foto: Comune di Santa Flavia.

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