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"Se mi lasci ti ammazzo". Sarebbe questa una delle frasi shock urlate dal fidanzato reo confesso dell'omicidio di Noemi Durini, sul quale gli investigatori stanno ancora tentando di piena luce. Quelle minacce chiarissime sarebbero state pronunciate dal 17enne durante un litigio avvenuto a giugno, almeno secondo le testimonianze di due amici del ragazzo. Tra l'altro uno dei due ha riferito che L.M., la sera del 2 settembre, a poche ore dalla scomparsa della ragazza, urlò fra i pianti davanti a un bar di che si sarebbe ammazzato o avrebbe ucciso Noemi. Apostrofandola con una appellativo non riferibil di "donna da marciapiede".

Intanto appare "priva di riscontro sul piano investigativo la tesi del complotto ordito da Noemi Durini per la uccisione della famiglia di L.M.", precisa il decreto di fermo ai danni del 17enne, secondo cui la sua ormai ex fidanzata stava mettendo da parte dei soldi per comprare una pistola da un uomo con l'obiettivo di uccidere proprio la famiglia di L.. Parole che non hanno trovato riscontri, ha sottolineato il pubblico ministero della Procura per i minorenni, Anna Carbonara, nel decreto di fermo. E piuttosto gli ha contestato la premeditazione, oltre che i futili motivi e la crudeltà, nella contestazione di omicidio volontario.