01Dopo le proteste di architetti, geometri, ingegneri e commercialisti, dallo Stato arriva la risposta allo split payment: rimarrà solo a carico delle imprese private.

Secondo la nuova “legge di stabilità”, per i professionisti che lavoreranno per la pubblica amministrazione, sarà possibile di nuovo incassare l’IVA per poi girarla allo Stato. Il perfezionamento della legge, presentato da Gianfranco Librandi e Andrea Mazziotti di Scelta Civica, è già stato approvato dalla commissione Bilancio della Camera e va a sostituire la procedura che avrebbe dovuto soppiantare quella esistente fino a qui, che aveva creato non poche polemiche, anche in quel dell’Unione Europea.

Ciò significa che gli enti delle pubbliche amministrazioni non dovranno più predisporsi per due diversi saldi delle fatture: una, da servire al fornitore per il pagamento della prestazione, al netto dell’IVA, e l’altra invece, da inviare direttamente all’Erario, per il pagamento dell’Imposta a Valore Aggiunto sulla prestazione in questione, com’era stato stabilito inizialmente, all’indomani della pubblicazione della nuova Legge.

L’IVA fino ad oggi è infatti un versamento a carico del fornitore di beni e servizi; rendendolo un obbligo degli enti, si stava cercando di arrivare a controllare più facilmente il meccanismo di evasione fiscale, con la speranza di contrastarlo. Ma i diversi problemi legati all’impossibilità di emettere una fattura al netto dell’imposta o con IVA inclusa pur non sapendo come giustificarne il non incasso dal punto di vista contabile, hanno fatto sorgere non poche perplessità da parte di tutti.

Non da ultimo, il problema dell’eccedenza del credito. L’IVA non rimborsata infatti, avrebbe potuto essere successivamente estinta tramite una richiesta, ma con tutti i guai che comportano le tempistiche statali, i professionisti si sarebbero ritrovati con un serio problema di liquidità, ovvero con soldi preziosi in meno che spesso vengono volti a saldare le spese immediate.

Muore dunque, un ottimo tentativo, diremmo rivoluzionario, di contrastare l’evasione fiscale, che con il nuovo CUD e le nuove norme legate al riccometro Isee si stava tentando di portare avanti in maniera piena e risoluta; oggi, a carico di tutte le imprese e i cittadini arriva anche la buona notizia legata alla raccolta del Canone RAI.

Era soltanto di due settimane fa infatti, la proposta di un emendamento che avrebbe dovuto portare a pagare, una delle tasse più evase d’Italia, nella bolletta della luce. Ma il 25 novembre, il Governo ha fatto marcia indietro, per via dei tempi tecnici troppo ristretti: secondo il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, la manovra ci sarà, solo non in questa legge di stabilità.

Autore | Enrica Bartalotta