"I fatti di Colonia sarebbero come le porcate che facevano i maschi siciliani e che forse fanno ancora oggi". Le infelici dichiarazioni del giornalista Carlo Panella nel corso della trasmissione 'Uno mattina in famiglia' hanno scatenato un putiferio.

Non soltanto il movimento "Sicilia Nazione", perché all'eco delle proteste si è unito anche "Siciliani Liberi" del professor Massimo Costa, che promette battaglia: si fa riferimento alla richiesta di allontanamento sine die dalla Rai di Carlo Panella, della sua eventuale "iscrizione nel registro degli indagati" e di una campagna di "obiezione fiscale" in seno al pagamento del Canone.

Tiberio Timperi, conduttore del programma suo malgrado protagonista della querelle, qualche ora più tardi si è scusato pubblicamente: 

"Gentile Professor Costa, la ringrazio per le sue parole che condivido in toto e per la stima che manifesta nei miei confronti. Per me la Sicilia è una seconda casa. Di più. Considerata la convivenza pluriventennale con Guardi, una seconda famiglia. Le esternazioni, indifendibili, gratuite e sbagliate (la foto cui si riferiva era di Firenze) di Panella mi hanno lasciato a bocca aperta. Esterrefatto. Come il silenzio della Bongiorno. Quello che è accaduto e che ho detto, prima e dopo, personalmente e a tutela della mia onorabilità e di quella della Rai che rappresento in quel momento, è a vostra disposizione. Un'ultima chiarificazione. La scelta degli ospiti non spetta a me. Con stima".