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‘No all’indifferenza la tua vita mi interessa’. Questo lo slogan che ha animato il flash mob che si è svolto sabato 16 maggio in Piazza Università a Catania contro l’esclusione sociale animato dal gruppo giovanile di ‘Spazio ai Giovani’ della parrocchia ‘SS. Crocifisso dei Miracoli’ di Padre Gianni Notari in collaborazione con la Caritas Diocesana di Catania. Il flash mob è iniziato con l'arrivo in piazza di 50 ragazzi accompagnati da un ombrello rosso. Una stranezza insolita in un giorno di sole. Qualcuno li ha visti, qualcuno si e' incuriosito, qualcuno li ha inseguiti. Qualcuno, invece, ne e' rimasto indifferente. Il rosso, colore dalla forza vitale, ha colorato una città sempre più in bianco e nero. 50 ombrelli rossi a proteggere e fare da scudo a coloro a cui il resto della società non concede più nessuna possibilità, 50 ombrelli rossi come tetto simbolico per chi dorme in strada. E non solo. Una pennellata di allegria che ha puntato i riflettori sui tanti emarginati della nostra società. Poi, sulle note di ‘I Believe’ di Yolanda Adams il Flash Mob ha preso il via. E' stato un modo per esprimere vicinanza e solidarietà a tutti coloro che vivono in “isolamento” perché condannati a doverlo espiare dal nostro sistema politico e sociale, dalla crisi economica e anche dalla nostra indifferenza. Soprattutto un’esortazione a crederci, a dire 'no' ad ogni forma di esclusione e un deciso 'si 'a tutto ciò che unisce, crea rete, legami, relazioni, inclusione. Soprattutto un modo originale per coinvolgere i giovani e sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema sensibile come quello dell’esclusione sociale. Alla termine del flash mob lo striscione ‘No all’indifferenza la tua vita mi interessa’ è stato firmato dai partecipanti e da chi si è unito liberamente all’evento. Tra le numerose firme anche quelli di don Piero Galvano, direttore della Caritas Diocesana e padre Gianni Notari, parroco della parrocchia 'SS. Crocifisso dei Miracoli'. Dal coraggio di chi non vuole rassegnarsi all'indifferenza, nascerà anche un gruppo "Il movimento degli ombrelli rossi". Di sicuro ne sentiremo ancora parlare, perché quando l'amarezza nel vedere tante ingiustizie ci riempirà di nuovo i cuori, forse qualcuno sarà ancora lì, ancora una volta tanto "coraggiosamente folle" da sentire il bisogno di riaprire un 'ombrello' in via Etnea. E poco importa se ci sarà il sole!