Momenti di tensione al processo d'appello per Massimo Bossetti, il muratore di Mapello condannato all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio. Mentre era in corso l'arringa del suo difensore, Paolo Camporini, l'avvocato di parte civile, Andrea Pezzotta, è intervenuto, interrompendolo: “Adesso basta. Quella barretta bianca è tarocchissima. Si vuol far passare che dovrebbe indicare l’altezza di una persona, invece è più larga della strada, che l’altro giorno ho misurato ed è di tre metri. Quindi questo è un falso, farò un esposto perché siamo oltre i limiti”.

La contestazione era riferita a una foto satellitare scattata il 24 gennaio 2011, che la difesa ha portato alla prima udienza per sostenere che sul luogo del ritrovamento di Yara non c’era in quella data il suo cadavere, fu ritrovato poco più di un mese dopo, il 26 febbraio. Al fine di individuare la “barretta bianca” e il presunto luogo del cadavere, i legali della difesa hanno sovrapposto la foto satellitare con un’altra foto dell’area.

Il presidente della Corte d’assise d’Appello Enrico Fischetti ha invitato la parte civile a non interrompere e ha anche ricordato che la foto satellitare prodotta dalla difesa è “sub iudice”, cioè la Corte deve decidere se acquisirla agli atti.