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Parco Paternò del Toscano, il giardino siciliano cresciuto sulla lava

Un suggestivo giardino siciliano

  • Parco Paternò del Toscano, un angolo di Paradiso a due passi dall’Etna.
  • Affioramenti lavici e antiche colate si estendono per circa 3 ettari.
  • Un sogno diventato realtà del paesaggista e vivaista Ettore Paternò del Toscano.

Esistono angoli di Sicilia che sembrano usciti da libri di fiabe. Luoghi carichi di fascino, che uniscono le meraviglie della natura all’ingegno dell’uomo. Oggi facciamo tappa a Sant’Agata Li Battiati, in provincia di Catania. Qui scopriremo un un giardino a pochi passi dall’Etna. Su affioramenti lavici e residui di antiche colate, si trovano 3 ettari di meraviglie, uno speciale giardino roccioso, a terrazze con muretti a secco. La sua storia è affascinante, così come l’esperienza sensoriale e visiva che offre.

Parco Paternò del Toscano, un angolo esotico

Il Parco Paternò del Toscano è relativamente giovane. É nato negli anni Cinquanta del Novecento e incarna la giocosità e l’esuberanza del suo ideatore, Ettore Paternò del Toscano. Paesaggista e vivaista, amava definirsi “giardiniere“. Da ragazzo marinava la scuola per inseguire e osservare i giardinieri di Villa Bellini e dell’Orto Botanico di Catania. Nel dopoguerra acquistò alcuni vigneti abbandonati a Sant’Agata Li Battiati, a nord di Catania, inizialmente per coltivare agrumi. Spinto dall’amore per palme e piante esotiche, avviò un vivaio specializzato in rarità ornamentali. Pensate che, a quei tempi, in Sicilia non era facilissimo reperire piante esotiche.

Paternò del Toscano costruì la sua casa e un giardino roccioso di circa tre ettari con una rigogliosa vegetazione. Un’area ricca di terrazzamenti in pietra nera, frutto di antiche colate laviche. Sullo sfondo c’è sempre il maestoso Etna con il suo paesaggio di vigneti e agrumeti. Sperimentò per primo l’acclimatazione di alcune piante esotiche. Sviluppò, così, uno stile moderno di giardino siciliano del tutto personale che, in seguito, propose in circa 60 progetti di luoghi pubblici e privati sparsi nell’Italia meridionale.

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Le sue intuizioni furono talmente geniali da conquistare tanti riconoscimenti, tra cui il Premio “Pietro Porcinai” nel 2010. Il suo giardino catanese è stato apprezzato da esperti giardini di tutto il mondo, fra i quali il grande paesaggista brasiliano Roberto Burle Marx. Dal 1993 il Parco Paternò è stato sottoposto a tutela dalla locale Sovrintendenza. Attualmente continua ad essere custodito, gestito e reso fruibile al pubblico grazie ai discendenti di Ettore. Foto di repertorio.

Redazione