Antica masseria circondata da un fertile terreno.

  • Giardino di San Giuliano a Villasmundo, a metà strada tra Catania e Siracusa.
  • La proprietà del Marchese di San Giuliano è immersa in sessanta ettari di aranceti.
  • Il giardino fu impiantato nel 1974, accogliendo suggestioni tropicali.

Il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi più particolari della Sicilia ci porta oggi a Villasmundo, in provincia di Siracusa. Qui troviamo un’antica masseria di proprietà dei marchesi Paternò-Castello, che risale al XV secolo. A circondarla c’è un terreno, piantato a vigneti e ulivi secolari che, dall’Ottocento in poi, fu in gran parte riconvertito ad agrumeto. Il Giardino di San Giuliano fu impiantato nel 1974. Sorse con l’intento di accogliere suggestioni tropicali ispirate dal proprietario, il Marchese Giuseppe di San Giuliano, durante una lunga permanenza in Brasile. Insieme alla moglie, Fiamma Ferragamo, decise di dedicare tre ettari al giardino. Negli anni Novanta, seguendo un progetto di Oliva di Collobiano, venne realizzato il “Giardinetto“, affidato alle cure della giardiniera inglese Rachel Lamb. Questo si articola in quattro aree, delimitate da muretti a secco e irrigate con le tradizionali canalette di retaggio arabo (“saie“).

Cosa c’è nel Giardino di San Giuliano

Ognuna di queste aree segue un tema. C’è il giardino arabo, con vasche e ninfee. Si passa, dunque, al giardino tropicale, con palme e cactus; questo cede il posto al giardino aromatico, che accoglie elicriso, lavanda, timo, salvia, mirto, e altre piante profumate. Completa tutto il giardino mediterraneo, con rose e pompelmi. Dinanzi alla cappella e alla casa principale (che un tempo era la masseria) c’è un prato verde che accoglie una collezione di palme. Si ammirano tra queste, Brahee, Archonto phoenix e Washingtonie. All’ingresso principale si trova un giardino di cactus e piante grasse. Ci sono anche maestosi esemplari di Chorisia, una grande Phytolacca dioica e una collezione di ficus. Il giardino è attraversato da sentieri acciottolati a mosaico. Lo ornano anfore e vasi antichi. Questi luoghi, oggi, conservano l’eredità agricola coltivando biologicamente gli agrumeti, cui si affianca la cura del Giardino di San Giuliano.

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