comet-ison-fire-ice-sun-2-300x199La cometa C/2012 S1 (ISON) ce l’ha fatta parzialmente. Secondo le prime osservazioni nulla era venuto fuori dall’altra parte del disco di occultazione di LASCO C2, il coronografo a bordo del veicolo spaziale SOHO della NASA che ha scandagliato l’area in attesa di osservare la dinamica dell’evento. Come più volte ribadito dall’astronomo Ignacio Ferrindell’Università di Antioquia a Medellín, in Colombia, la potenziale cometa di Natale che aveva fatto sognare l’emisfero boreale, era dotata di un nucleo troppo piccolo per poter sopravvivere alle intense forze mareali della nostra stella. “La curva di luce – sostenne in un articolo da noi riportato nello scorso mese di Luglio – ha presentato una luminosità costante per 132 giorni, senza alcuna tendenza ad un aumento di luminosità“. “Tale rallentamento ha avuto luogo a partire dal 13 Gennaio 2013. La recente performance della cometa presenta un precedente per nulla incoraggiante: nel 2003 la cometa C/2002 O4 Hönig, scoperta da Sebastian Florian Hönig (Hoenig), allora astrofilo, oggi astronomo, si disgregò dopo 52 giorni di dinamicità molto poco pronunciata“. “Il futuro di ISON non è brillante“, concluse ironicamente lo scienziato. “Ora sappiamo che le esplosioni di luminosità avvenute nei giorni scorsi erano dovute a crepe causate dalla imminente disintegrazione del nucleo“, sostengono gli scienziati. Ma alcuni recentissimi rapporti hanno dichiarato di aver visto parte della ISON in questi ultimi minuti. L’astro chiomato è transitato al perielio questa sera alle 19:38, quando si è avvicinato a soli 1,2 milioni di chilometri dalla corona solare, trovando temperature prossime ai 5000 gradi Farhenheit e una gravità eccezionalmente alta per le sue possibilità. Secondo l’astronomo Karl Battams della NASA, c’è speranza sino alle 22:24, quando in mancanza di ulteriori osservazioni, sarà divulgata ufficialmente la sua disintegrazione. Le comete sono astri molto imprevedibili. La cometa Kohoutek, attesa nel 1973 come la potenziale cometa del secolo, risultò in realtà una grande delusione per gli osservatori di tutto il mondo, a tal punto che gli astronomi sbagliarono la stima della cometa West del 1976 per timore ripetere l’errore. In modo quasi inaspettato, tuttavia, la West illuminò i cieli del mondo occidentale. Tale esempio dimostra la scarsa predicibilità di questi astri erranti del sistema solare, specie in presenza di oggetti “nuovi”, in viaggio per la prima volta nel sistema solare interno. La cometa ISON, nel suo lungo viaggio dalla nube di Oort, aveva fatto sognare la comunità scientifica e i tanti appassionati in cerca di risposte. L’accostamento al Natale cristiano, l’aveva poi resa ancor più affascinante, tanto da meritare l’appellativo della “cometa” di Natale. Nonostante la sua presunta ingloriosa fine, la cometa ISON è stato l’astro chiomato più osservato nella storia dell’astronomia, offrendo una grande opportunità di conoscenza al mondo accademico. Continuate a seguirci per ulteriori aggiornamenti.

***AGGIORNAMENTI LIVE***

Ore 22:00 – L’astronomo Phil Plait sostiene di aver dato per spacciata ISON in modo prematuro. Qualcosa è uscito infatti dopo il passaggio radente. Resta da comprendere cosa e in quali condizioni.

Ore 22:40 – Potrebbero essere solo i resti diISON quelli visibili lungo l’orbita. Le ultime osservazioni del Solar Dynamics Observatorydenotano detriti senza un nucleo.