01Nella nuova Finanziaria, naturalmente anche il progetto per le pensioni. Svelato pochi giorni fa, il piano non dovrebbe che portare solo pochi spiccioli nelle tasche degli italiani.

Ciò che si sa per certo, è che il cosiddetto aumento dovuto alla perequazione automatica, cioè per adeguamento al costo della vita, sarà minimo, considerando che nei mesi passati i prezzi di beni e servizi non sono aumentati poi così tanto, e che anzi, si è registrata persino una leggera flessione verso il basso.

Un aumento che, per quanto non significativo, risulta maggiore solo per coloro i quali ricevano un assegno pensionistico non superiore ai 1.500 euro lordi; per i beneficiari di un compenso più elevato, l’adeguamento al costo della vita sarà infatti soltanto parziale: dal 45 al 95%.

Così come immutato rimarrà il bonus extra per i redditi meno sostanziosi, così rimarranno immutate le pensioni, dunque, per cui però bisogna ‘ringraziare’ l’inflazione modesta.
In pratica gli aumenti si aggireranno entro un massimo di 4-6 euro lordi per gli assegni più bassi, un beneficio che gli assegnatari dell’Inps non sentiranno affatto. Quello che gli ultrasessantenni potranno festeggiare nel 2015, sarà dunque il mancato taglio netto dei fondi; almeno per quest’anno.

Immobile rimarrà anche l’età prevista per il pensionamento, ereditata direttamente dalla riforma Fornero del 2012: per gli impiegati autonomi e dipendenti di qualsiasi settore, si parla di 66 anni e tre mesi, stesso discorso per le dipendenti del servizio pubblico. Per tutte le altre dipendenti di sesso femminile, la soglia è posta ancora a 63 anni e 9 mesi, che sale a 64 anni e 9 mesi nel caso in cui si lavori nel settore autonomo.

Stabili anche i requisiti minimi per il pre-pensionamento; una volta raggiunta la quantità di contributi definita e indipendentemente dall’età, gli uomini potranno cioè andare in pensione dopo 42 anni e 6 mesi di contributi (ma attenzione, sono previste penalizzazioni per i minori di 62 anni); stesso discorso per le donne, che potranno andare in ‘riposo anticipato’, con un anno in meno di contributi, rispetto agli uomini.

E dopo la pensione, converrà infine trasferirsi. Dove? Ma a Panama, Ecuador, Malesia e Costa Rica, considerati dai pensionati i luoghi perfetti per godersela.
Le stime effettuate sul costo della vita parlano chiaro: in Ecuador un appartamento arredato costa solo 400 dollari al mese, mentre il Costa Rica oltre che per le bellissime spiagge, viene preferita dai lavoratori ‘in vacanza’ che hanno più di sessant’anni, per la sicurezza e le ottime strutture sanitarie.

Ma non temete, al quinto posto della classifica si colloca un Paese ben più vicino e a noi ‘amico’: la Spagna: punto di riferimento dei pensionati da quando la crisi economica ha iniziato ad entrare in circolo, abbassando significativamente i prezzi di prodotti, e servizi.

Autore | Enrica Bartalotta