02020202Quando si gesticola non si aggiunge semplicemente una nota di colore alla conversazione: si veicolano informazioni sulla struttura delle frasi e il significato diventa piu’ chiaro. Lo dimostra uno Studio della Sissa di Trieste, che fa notare come gesti e “prosodia” (intonazione e ritmo del parlato) facciano parte di un solo “sistema di comunicazione” a livello cognitivo: si parla con “tutto il corpo”, non solo con il tratto vocale. Perche’ non riusciamo a stare fermi quando parliamo? “Gesti e parole, molto probabilmente, formano un unico ‘sistema di comunicazione’, il cui fine ultimo e’ massimizzare l’espressione, cioe’ la capacita’ di farsi comprendere”, dice Marina Nespor, neuroscienziata della Sissa. Nespor ha appena pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology, insieme ad Alan Langus, ricercatore della Sissa, e Bahia Guellai, ora all’Universite’ Paris Ouest Nanterre La De’fence, uno Studio che ha dimostrato il ruolo dei gesti nella “prosodia” del discorso. I linguisti, per prosodia, intendono l’intonazione e il ritmo del parlato, caratteristiche che aiutano a mettere in evidenza la struttura delle frasi e rendono quindi piu’ comprensibile il messaggio. Per fare un esempio, senza prosodia, niente distinguerebbe “questa e’ una mela” da “questa e’ una mela?” (in questo caso la differenza sta nell’intonazione). Secondo Nespor e colleghi anche i gesti delle mani sono parte della prosodia: “la prosodia che accompagna il discorso non e’ ‘modalita’ specifica’”, afferma Langus. “L’informazione prosodica, per chi riceve il messaggio, e’ un mix di sonoro e visivo. Gli aspetti ‘superiori’ (a livello di elaborazione cognitiva) del parlato sono mappati nei programmi motori responsabili sia della produzione del suono linguistico, sia dei gesti che lo accompagnano”.

F.F.
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