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Pesce Spatola, un protagonista della tavola siciliana oggi dimenticato

Pesce Spatola o Sciabola, un regalo del mare di Sicilia.

  • A lungo, soprattutto in passato, è stato protagonista sulla tavola siciliana, ma perché ora non lo è più?
  • È tempo di riscoprire la Spatola, Sciabola o Pesce Bandiera, con il suo aspetto inconfondibile.
  • Ecco come la si impiega in cucina e perché bisognerebbe usarla di più.

La storia ci insegna che le abitudini alimentari sono soggette spesso e volentieri a cambiamenti. Alcuni cibi, molto popolari in passato, non lo sono più adesso – e viceversa. Un tempo, ad esempio, il pesce spatola era molto presente sulle tavole dei siciliani. Chiamato anche pesce sciabola o pesce bandiera, è protagonista di diverse ricette della cucina siciliana, ma ormai sembra essere caduto nel dimenticatoio. Eppure il suo aspetto è inconfondibile: è lungo e nastriforme, con un colore argentato. Diciamo che non ha una bella espressione, con i suoi dentini aguzzi e la mascella prominente. Quando viene cucinato, però, riesce a dare vita a manicaretti deliziosi. Riscopriamolo insieme, in modo da comprendere perché dovremmo trovarlo più spesso in tavola.

Il pesce bandiera si trova abitualmente tra i 100 e i 400 metri di profondità, nei mari di Sicilia, Campania a Calabria. È molto diffuso nello Stretto di Messina e nel Golfo di Napoli. Nell’area dello Stretto, in particolare, si trova la figura dello “spadularu”, cioè il pescatore di pesce spatola: una tradizione che si tramanda di padre in figlio. I pescatori lo catturano spesso come specie accessoria, durante i periodi di cattura del nasello. In passato veniva considerato un pesce povero, una grande risorsa per i pescatori siciliani. Oggigiorno non è più così economico, forse perché è più raro trovarlo sui banchi del mercato. È un vero peccato, perché non solo è buono, ma fa anche bene: ecco le sue proprietà.

Proprietà del pesce sciabola

La carne del pesce spatola è ottima e, a Messina, chiamano questo pesce “a signurina du mari“, proprio per il suo gusto delicato. Quando è fresco, la pelle e gli occhi hanno un colore vivo, e la carne è compatta, non si sfalda facilmente. Ha poche spine, che si eliminano con facilità e un sapore delicato e abbastanza neutro. Dal punto di vista nutrizionale, è magro, ricco di proteine (16,6 su 100 g) e, dato che rientra nella famiglia del pesce azzurro, è ricco di Omega 3. In cucina si presta davvero a molte interpretazioni. Una delle ricette più amate in Sicilia è quella degli involtini. Si utilizzano i filetti, che vengono conditi con pangrattato, prezzemolo, aglio, pepe e pecorino. Molto buone anche le spatole a beccafico, così come in agrodolce o semplicemente fritte. La spatola in agrodolce, in particolare, è un tipico pesce del periodo quaresimale.

Redazione