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Dalla Sicilia al set di uno dei film più attesi della stagione. Il designer catanese Pietro Paolo Longhitano entra nel cast de “Il Diavolo veste Prada 2“, il film in uscita nelle sale il 29 aprile, in cui il giovane originario di Catania interpreterà se stesso accanto a Meryl Streep, Anne Hathaway ed Emily Blunt.

A raccontare questa vicenda è il quotidiano La Sicilia, che ricostruisce un percorso professionale nato da una visione creativa molto personale e cresciuto nel tempo, senza scorciatoie.

Un creativo fuori dagli schemi

Longhitano su “La Sicilia” si definisce prima di tutto un creativo. Il suo lavoro non segue schemi rigidi, né percorsi tradizionali. Alla base c’è un approccio istintivo, costruito su immaginazione e ricerca estetica.

Il suo stile prende forma da suggestioni legate al passato. Il designer guarda con attenzione al Novecento, al vintage e al retrò. Da qui nasce anche la scelta di rilanciare la maison “Coppola e Toppo“, marchio storico della gioielleria italiana fondato nel 1948 e rimasto inattivo per anni dopo la scomparsa della fondatrice.

Longhitano ha lavorato, così, su una reinterpretazione contemporanea dell’identità del brand, mantenendo uno stretto legame con le sue origini: “Dalle radici ci nutriamo e poi diventiamo contemporanei“.

La scelta di restare in Sicilia

Nonostante i continui viaggi tra Milano, New York e Dubai, Longhitano ha scelto di vivere in Sicilia.

La sua base resta Taormina, luogo che considera centrale anche dal punto di vista professionale. Qui si incontrano turismo internazionale, cultura e industria creativa. Un contesto che, nel suo percorso, ha favorito occasioni concrete, come collaborazioni con personalità del cinema.

“Restando in Sicilia possiamo assorbire l’internazionalità che questa terra per la sua bellezza e per la sua cultura fa arrivare dal mondo e tramandarla. Noi ci spostiamo nel mondo così come il mondo arriva in Sicilia“.

È proprio qui, infatti, che il designer ha avuto l’occasione di far indossare le sue creazioni a Sharon Stone durante il Festival del Cinema.

L’occasione nata per caso a New York

L’ingresso nel progetto cinematografico nasce in modo del tutto inatteso e prende forma a partire da Coppola e Toppo, la maison fondata nel 1948 e rilanciata da Longhitano. A New York, all’interno del grande magazzino del lusso Printemps, nella sede della storica Banca d’America, un suo corner attira l’attenzione della costumista Molly Rogers, impegnata nella lavorazione de Il Diavolo veste Prada 2. È lei, insieme alla sua assistente, a fotografare una collana e a contattarlo poche ore dopo tramite Instagram, chiedendo il gioiello per il personaggio interpretato da Meryl Streep, la temuta Miranda Priestley.

In un primo momento il designer fatica a credere alla richiesta. Dopo aver verificato l’identità delle interlocutrici, decide di preparare un campionario. I tempi sono stretti e una spedizione non garantirebbe la consegna in tempo per la prova costume. Sceglie quindi di partire personalmente: valigia alla mano, raggiunge New York insieme al compagno e si presenta ai Kaufman Astoria Studios, nel Queens.

Il primo contatto, però, è rapido e deludente: un’assistente ritira i gioielli e lo congeda senza ulteriori indicazioni. La situazione cambia nel giro di poco. Arriva una nuova chiamata dalla produzione, questa volta per un incontro diretto. I pezzi convincono e si apre un dialogo con il team creativo, colpito anche dal racconto del designer e dal legame con la Sicilia e la storia della maison.

In una prima fase, il contributo di Longhitano resta legato alle sue creazioni, selezionate per il film durante le riprese avviate a New York. Dopo alcuni mesi, la produzione si sposta in Italia e, a Milano, arriva una proposta inattesa: entrare in scena. Nasce così un cameo girato al Salumaio di Montenapoleone, accanto a Donatella Versace, Anne Hathaway ed Emily Blunt, in cui il designer interpreta se stesso, portando sul set anche la propria storia.

Una scena di appena un minuto, che come racconta Longhitano ha richiesto oltre cinque ore di preparazione.

Un sogno che si avvera

La presenza di Longhitano nel film va oltre il semplice cameo. Le sue creazioni diventano parte integrante della narrazione e compaiono in alcune delle scene più riconoscibili.

In una sequenza ambientata nella redazione di Runway, Anne Hathaway apre un grande armadio e seleziona proprio i suoi gioielli. Anche la modella Ashley Graham indossa uno dei suoi pezzi, portando sullo schermo l’estetica della maison.

Il mio american dream si è avverato“, racconta il designer, sintetizzando così un percorso che dalla Sicilia lo ha portato fino a una produzione cinematografica internazionale. Un traguardo che segna un punto di svolta nella sua carriera e apre a nuove prospettive tra moda e cinema.

Foto Instagram