Magie nel parco: il Ponte di San Brancato.

  • Facciamo tappa nello splendido Parco delle Madonie.
  • Qui, non molto distante da Petralia Sottana, troviamo un ponte siciliano molto affascinante.
  • Lo scenario è suggestivo, con un bell’arco di pietra: scopriamo il Ponte San Brancato.

Il territorio siciliano riserva bellissime sorprese. A volte, in modo inaspettato, ti trovi davanti veri e propri gioiellini, che il tempo ha saputo custodire. Il Ponte di San Brancato ne è un eccellente esempio. Questo suggestivo arco di pietra ci porta nel Parco delle Madonie. Sorge proprio sopra il torrente Mandarini e si riflette nel “gorgo” un grande specchio d’acqua creatosi proprio al di sotto. Lo scenario potrebbe benissimo essere uscito da un libro di fiabe: è un po’ quello che solitamente accade quando si scopre un ponte storico. La trazzera che passa proprio da qui, in passato, ha avuto una grande importanza, poiché era una delle trazzere regie. La portata d’acqua è praticamente continua quindi, soprattutto in estate, questa zona è perfetta per trovare refrigerio e fare un tuffo rinfrescante.

Il Ponte San Brancato e la Rocca

Poco distante dal ponte si trova la Rocca di Sant’Otiero, chiamata “U vazu di S. Otiero“. Questa spicca al centro di un paesaggio suggestivo ed è molto particolare sia per la particolare morfologia, che per le tipologie di rocce che la costituiscono. La parte centrale, infatti, è composta da litologie calcareo dolomitiche in contatto tettonico sia con le soprastanti calcilutiti triassiche “fossilifere”, che ne realizzano il “cappello”, sia con i sottostanti “depositi numidici”. La morfologia derivante è altresì unica. Il Cozzo Sant’Otiero sembra quasi un dente biancastro che esce fuori da un substrato argilloso numidico leggermente variegato da una molteplicità di colori. Le tonalità vanno dal marrone sino al giallastro, passando da toni rossastri o azzurro-violacei.

Sempre nello stesso ambiente troviamo le Sorgenti Catarratte. Sono una delle fonti idriche più importanti della Sicilia centro-settentrionale. Anche se le acque sono state incanalate attraverso “Bottini di presa” nelle condotte comunali petraliesi, esercitano ancora un fascino particolare sia per la tipologia di rocce riscontrabili nei luoghi, che per il particolare assetto tettonico di queste ultime.

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