Alla scoperta dell’antico Borgo Carcaci.

Conoscere la Sicilia significa addentrarsi in un territorio ricco di sorprese. A circa 10 chilometri da Centuripe ci si imbatte in un antico borgo, un ex ducato che fu ambito dalle più nobili famiglie aristocratiche siciliane. Visitandolo, si ha la sensazione di compiere un vero e proprio viaggio nel tempo. Queste atmosfere così particolari, però, sono sconosciute ai più: ecco perché vogliamo parlarvi di Borgo Carcaci. Lungo la strada che da Catania porta ad Adrano, dopo aver oltrepassato il Simeto, si incontra uno slargo, per metà delimitato da case rurali. Da qui partono alcune stradine che si inoltrano nella campagna. Una di queste, che va in direzione sud-est, sale leggermente verso una chiesetta scenografica, dalla pianta centrica. Ai lati della strada ci sono diverse costruzioni tutte uguali, che esaltano la simmetria del borgo e del suo rigoroso impianto planimetrico. Così ci si ritrova nell’ex ducato di Carcaci. Conosciamolo meglio.

Cosa rende unico l’ex ducato di Carcaci

Un tempo Borgo Carcaci era uno feudi più ambiti dalle famiglie aristocratiche siciliane. A renderlo così prezioso era la vicinanza alla “regia trazzera” che da Adrano conduceva a San Filippo di Agira e, da qui, si dirigeva a Palermo, ma non solo. C’era, infatti, una grande abbondanza d’acqua, donata dai fiumi Simeto e Troina, che garantiva fertilità al suolo e generose coltivazioni. Nel 700 divenne ducato dell’illustre famiglia dei Paternò-Castello, sotto cui conobbe un periodo di florente attività. Nel 1818, con l’abolizione della feudalità, il ducato di Carcaci diventò comune e fu aggregato a Centuripe. Oggi, purtroppo, vige praticamente in uno stato di abbandono, ma ciò non l’ha privato del suo fascino. È inalterata la simmetria del suo impianto a croce, con le case rurali, i magazzini, la dimora del proprietario e la scenografica chiesetta in pietra lavica. Foto di Rosario Balsamo.

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