“La sfida dell’Italia al resto del mondo”.

  • Ponte sullo Stretto, l’ad di Webuild: “Ci vorrebbero sei anni”.
  • Si torna a parlare della grande infrastruttura al centro dei dibattiti.
  • Le parole di Pietro Salini al Tg2 Post, su Rai2.

Il Ponte sullo Stretto continua a essere un importante argomento di dibattito. La possibilità di realizzare la grande infrastruttura suscita pareri discordanti e, soprattutto negli ultimi mesi, è spesso stata al centro delle discussioni e dell’agenda politica. Se ne è tornati a parlare durante Tg2 Post, su Rai2. L’amministratore delegato del Gruppo Webuild, Pietro Salini, ha affermato: «Ci vorrebbero sei anni. Io penso che questa sia una sfida che l’Italia non può perdere, sarebbe una vetrina internazionale, una sfida per fare vedere la propria tecnologia». Oltre a questo, ha anche fatto alcune considerazioni relativamente alla possibilità di posti di lavoro: ecco quali.

Ponte sullo Stretto: “Sono 100mila posti di lavoro”

«Sono 100 mila posti di lavoro in un’area del Paese dove ci sono pochi posti di lavoro», ha aggiunto Salini. «L’attenzione di tutti va collocata al Sud – ha continuato – e non dobbiamo pensare che l’unico datore di lavoro sia il malaffare. I trasporti sono importantissimi. Ed è il caso che anche noi riusciamo a fare un Ponte, forse così riusciamo ad unire Scilla e Cariddi». La questione Ponte sullo Stretto, dunque, continua a essere sotto i riflettori. Tante le variabili in gioco, che chiamano in causa necessità ed istanze diverse. Le parole di Pietro Salini al Tg2 Post hanno messo in evidenza alcuni aspetti molto significativi, legati alla creazione di posti di lavoro e alla visibilità a livello internazionale. Seguiranno sicuramente altri interventi in un dibattito che, al momento, rimane uno dei più accesi a livello regionale e nazionale. Photo by Manny Ribera on Unsplash.

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