Ecco il corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo.

  • Il Ponte sullo Stretto continua a essere un argomento di grande attualità.
  • L’Unione Europea ha individuato un percorso strategico lungo le reti trans-europee di trasporto (TEN-T).
  • Lungo quel corridoio c’è anche lo Stretto di Messina.

Lo Stretto di Messina e la sua importanza strategica continuano a essere al centro di importanti dibattiti. L’argomento divide e non smette di suscitare interventi e polemiche. A dare un nuovo impulso alla discussione è l’individuazione, da parte dell’Unione Europea, del corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo, un percorso lungo le reti trans-europee di trasporto (TEN-T). Si tratta di un’unica via, da Helsinki a Palermo, che passa da Svezia, Danimarca, Germania e Italia. Nel tracciato, che viene considerato un “cruciale asse nord-sud per l’economia” del continente, c’é anche il Ponte sullo Stretto. Nulla di certo, ovviamente, ma solo progetti: vediamo in dettaglio di cosa si tratta.

Come dovrebbe essere il Ponte sullo Stretto di Messina

Il Ponte sullo Stretto, qualora si realizzasse, sarebbe il ponte sospeso più lungo al mondo. Avrebbe bisogno, infatti, di una campata sospesa di 3.300 metri, con una lunghezza complessiva di 3.660 metri. Oggi se ne è tornati a parlare per via delle nuove opportunità offerte dalle risorse del Next Generation Eu. La costruzione avrebbe un costo di circa 4,5 miliardi, che arrivano a circa 7,1 con le opere accessorie. Il collegamento, con una larghezza di 61 metri e due torri alte 399 metri, accoglierebbe un flusso di 6 milioni di veicoli l’anno e di 60mila treni. Tutto questo metterebbe in modo un positivo indotti a livello economico. Al di là del progetto, però, rimangono molti dubbi e perplessità, soprattutto in ragione delle peculiarità dello Stretto di Messina e delle perplessità tecniche.

Il Ponte è lontano, ma si cercano alternative

Proprio in questi giorni il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Enrico Giovannini, rispondendo al “question time” alla Camera, ha ribadito che il Ponte sullo Stretto non verrà inserito nel Recovery Plan, vista la sua “complessità”. Risulta, non «compatibile con la tempistica di realizzazione degli interventi ammissibili a finanziamento con le risorse del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza o Recovery Plan)». «Ad ogni modo – ha aggiunto – al fine di velocizzare l’attraversamento dello Stretto di Messina, recentemente evidenziata nelle risoluzioni approvate dal Parlamento in relazione alla proposta di Pnrr, confermo che sono in corso gli approfondimenti necessari sulle diverse soluzioni». «Quello che posso dire – ha concluso – è che i lavori della Commissione ministeriale, istituita presso il ministero, si concluderanno a brevissimo nelle prossime settimane, con l’elaborazione di una relazione, che presenterò al Parlamento per aprire un dibattito pubblico efficace e proficuo».

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