"Insetti a tavola? I Novel Food e le frontiere dell’alimentazione umana": è il tema del dibattito in programma lunedì prossimo nell'aula magna Ballatore del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e forestali (edificio 4 di viale delle Scienze a Palermo). L’iniziativa si basa su numerose ricerche scientifiche relative al contributo che gli insetti hanno sugli ecosistemi, le diete, la disponibilità alimentare e i mezzi di sussistenza sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo.
 
Il professor Paolo Inglese, coordinatore del corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agroalimentari, spiega: "Ci auguriamo che questo incontro possa contribuire a migliorare la percezione degli insetti come fonte di alimenti e mangimi, utile comunque alla più completa formazione dei nostri studenti. Speriamo inoltre che attiri l’attenzione degli agricoltori, dei media, del grande pubblico, delle imprese di investimento, dei centri di ricerca e delle industri alimentari e mangimistiche. Per questa ragione parteciperanno esperti di diversi atenei italiani e della Fao, oltre che rappresentanti del mondo delle imprese agroalimentari che hanno affrontato il problema della produzione di alimenti da insetti, su scala internazionale".
 
È ampiamente accettato che entro il 2050 il mondo ospiterà 9 miliardi di persone. Per accogliere questo numero, la produzione alimentare attuale dovrà quasi raddoppiare. Gli insetti sono spesso considerati una fastidiosa seccatura per gli esseri umani e semplici parassiti delle colture e degli animali. Gli insetti forniscono cibo a basso costo ambientale, contribuiscono positivamente ai mezzi di sussistenza e giocano un ruolo fondamentale in natura. Tuttavia, questi benefici sono in gran parte sconosciuti al pubblico. Contrariamente alle credenze popolari, gli insetti commestibili sono infatti sempre stati parte della dieta umana.