Sono arrivate nuove notizie a proposito della coppia di Udine che si era opposta al taglio del cordone ombelicale del proprio bambino, aderendo alla pratica del cosiddetto Lotus Birth (leggi qui). Questa volta padre e madre del neonato non hanno voluto firmare l’atto di nascita, un’azione che potrebbe sfociare nel penale, ricostruisce il sito "nextquotidiano.it". Il gesto si configura come la seconda protesta della famiglia nei confronti di prassi che normalmente vengono effettuate quando nasce un bambino.

Questa volta, però, almeno la salute del piccolo non viene compromessa. Tuttavia, rifiutarsi di firmare l’atto di nascita di un bambino rappresenta ugualmente un'irregolarità. La denuncia è partita dall’ufficio anagrafe del comune di residenza della famiglia: al suo sportello è arrivata infatti soltanto una sorta di autocertificazione presentata dai genitori e redatta autonomamente. Non sufficiente, tuttavia, per registrare regolarmente il bambino nell’elenco dei nuovi nati.

Una situazione paradossale, su cui è intervenuto il procuratore Antonio De Nicolo, lo stesso che aveva indagato sulla vicenda del mancato taglio del cordone ombelicale: ha annunciato che la Procura agirà secondo quanto previsto per legge. Non sono ancora chiare le motivazioni che hanno spinto la coppia a non compilare e firmare l’atto di nascita. Ma ultimamente si sta diffondendo questa tendenza tra le giovani famiglie. Secondo qualcuno, firmando l’atto di nascita il bambino diventerebbe proprietà di un fantomatico "Stato Corporation Italia" e si accollerebbe parte del debito pubblico prodotto dallo stato italiano, scrive "Giornalettismo".