02020202Anche ieri sera la trasmissione “Chi l’ha visto?” ha ospitato il padre di Provvidenza,Giovanni Grassi e l’avvocato di famiglia,Giuseppina Iaria. Ancora una volta è stata ripercorsa la vicenda che ha visto protagonista la ragazza, scomparsa il 10 luglio 2013, ritrovata cadavere il 23 gennaio sotto il viadotto Bordonaro.

Nel servizio di Giuseppe Pizzo sono stati illustrati alcuni elementi che potrebbero essere di fondamentale importanza, come le ammaccature sulla Seicento di Provvidenza. La parte posteriore dell’auto risulta gravemente danneggiata. Potrebbe essere uno schiacciamento dovuto a un tamponamento, oppure dovuto alla caduta nella scarpata. E’ stato inoltre esaminato a lungo un danno nella parte anteriore destra della macchina. Ci sono dei segni: sembra infatti che l’auto si sia appoggiata a qualcosa, che ha lasciato due linee stampate sulla carrozzeria.

Il 9 febbraio, come sappiamo, gli esperti sono tornati presso il viadotto Bordonaro, e hanno esaminato la strada e tutto il dirupo da dove sarebbe precipitata l’auto di Provvidenza. La ragazza è rimasta 6 mesi vicino la casetta rossa. Gli inquirenti sostengono che si tratti di un incidente. Forse poteva essere salvata: il suo telefono continuava a squillare, ma quella porzione di territorio non è stata vagliata nell’immediato dai carabinieri. L’avvocato della famiglia Grassi, Giuseppina Iaria, ha sottolineato che la difesa chiederà un’attenzione particolare sul veicolo, perché da questo si potrebbe risalire alla data esatta in cui potrebbe essere avvenuto l’incidente, viste anche le intemperie e le situazioni atmosferiche.

La prima ipotesi è che l’auto proveniente da Rometta sia precipitata dal viadotto a seguito di un incidente stradale. Per questo il pubblico Ministero, Diego Capece Minutolo, ha deciso di indagare per omicidio colposo sei responsabili del Consorzio Autostrade Siciliane e ha chiesto ai suoi consulenti esperti di infortunistica stradale di ricostruire l’esatta dinamica dell’evento. Giovanni Grassi non ha mai smesso di cercare Provvidenza in tutti questi mesi, adesso vuole capire cosa è successo, cerca la verità. I tecnici hanno repertato molti rami secchi nella scarpata, che si sarebbero spezzati a causa dell’impatto con l’auto della ragazza. Sempre lungo la scarpata, è stato trovato un solco nel terreno presumibilmente scavato dalla Fiat Seicento di Provvidenza, mentre scivolava verso la casetta rossa. Il pubblico ministero ha chiesto ai consulenti di accertare un altro dato fondamentale: e cioè capire se sia stata coinvolta un’altra macchina e se ci possa quindi essere un automobilista che dopo aver causato l’incidente, sia andato via senza prestare soccorso.

Le telecamere di Chi l’ha visto, due giorni prima del sopralluogo degli esperti, sono tornate presso il viadotto Bordonaro. Percorrendo a piedi quel tratto è stato possibile notare alcuni pezzi di autovetture. In particolare, è stato ritrovato anche un portaocchiali. Potrebbero essere elementi utili alle indagini. Potrebbe essere soprattutto fondamentale capire a chi appartengono quel pezzo di paraurti e la mascherina di una Opel e altri pezzi di auto. Qualcuno potrebbe essere stato coinvolto o aver visto l’incidente? L’avvocato di Giovanni Grassi, dopo questa segnalazione, ha comunicato il tutto agli inquirenti. La polizia stradale in una nota ufficiale ha dichiarato che l’unico incidente stradale segnalato in quel punto della tangenziale è avvenuto il 7 aprile del 2012. La vettura coinvolta era però una Bmw. I pezzi di auto non corrispondono.

Intanto il medico legale è a lavoro per completare gli esami sul corpo di Provvidenza, in modo da stabilire se la ragazza sia deceduta a seguito dell’incidente o per altre cause. E soprattutto capire quando è successo e da quanto tempo il corpo della ragazza si potesse trovare dietro quella cabina. L’interrogativo che rimane è: com’è possibile che nessuno in sei mesi abbia visto la macchina? Da una casa in cima alla collina è visibile il ponte Bordonaro. Ma da lì, sostiene l’uomo che vi abita, fino a pochi giorni fa non era possibile scorgere l’auto di Provvidenza, a causa dei cespugli troppo alti.

Un’altra persona sostiene di aver visto, circa tre giorni prima del ritrovamento, un uomo fermo tra gli alberi, sulla collina che fiancheggia il cavalcavia collega il ponte di Bordonaro. Chi era quell’uomo e perché si trovava lì? E’ uno dei tanti  interrogativi di questa storia. Come ad esempio, quello relativo agli abiti che Provvidenza indossava la sera della scomparsa. Fabio, il fidanzato, e Andrea, un amico, hanno confermato più volte che la ragazza quella sera indossava un paio di jeans con gli strass, una maglietta e un paio di scarpe marroni. Anche la collega di lavoro conferma che Provvidenza indossava quei jeans e che l’aveva vista togliersi gli orecchini e metterli in tasca. E in effetti quell’indumento è stato trovato nel cassetto e dentro la tasca gli orecchini c’erano. Perché Provvidenza era vestita in modo completamente diverso quando è stata ritrovata? Non più quei jeans con gli strass, ma un jeans normale con scarpe da ginnastica chiare e un giubbotto scuro. Forse è passata a casa a cambiarsi. Per andare dove? E quando sarebbe avvenuto l’incidente?

L’avvocato Iaria, in studio, ha sottolineato come sia stato chiesto il trasferimento delle indagini, poiché sono state riscontrate diverse anomalie. A partire dal fatto che il telefonino di Provvidenza segnalava la sua posizione. E allora perché non è stata vagliata subito quella zona? Alcuni elementi tecnici, sostiene il legale, devono ancora essere esaminati più attentamente. L’ipotesi del volo dal viadotto potrebbe essere smentita. Il trasferimento delle indagini è una conseguenza del pregiudizio che c’è stato nelle indagini. Infatti si è subito pensato a un allontanamento volontario. Questo ha ritardato la possibilità di trovare la ragazza in tempo e, magari, di poterla salvare.

Giovanni Grassi ha ribadito ancora una volta di aver il desiderio di incontrare il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e ha espresso ancora una volta il suo profondo rammarico per il vergognoso comportamento dei carabinieri che hanno offeso lui e la sua famiglia. Grassi chiede che questi militari vengano congedati definitivamente dall’Arma. Lo chiede al Comando generale dell’Arma dei Carabinieri, in quanto non degni di indossare la divisa. Quello che la difesa chiede tramite un esposto ad organi come il Consiglio superiore della Magistratura e il Presidente della Repubblica è anche lo spostamento delle indagini in un’altra Procura.

Diverse segnalazioni in queste mesi erano giunte alla famiglia Grassi. In un altro filmato, la madre di Provvidenza ha sottolineato che il suo desiderio più grande era quello di avere un figlio e che era molto legata ai propri cari. Nulla faceva pensare a un allontanamento volontario. Per questo motivo il padre Giovanni non si è mai arreso nel cercarla. Insieme alla telecamere di Chi l’ha visto si sono seguite tutte le piste possibili. Una delle segnalazioni era giunta anche da Giammoro, frazione di Pace del Mela, sempre in provincia di Messina, dove è stata avvistata una ragazza molto somigliante a Provvidenza. Un’altra chiamata era arrivata anche dalla Calabria. Qui, una donna sosteneva che la Grassi fosse stata sequestrata da due uomini insieme a un’altra ragazza di nome Giada. Ma una volta informati i carabinieri di Messina, questi ultimi avevano fatto sapere che si trattava di una segnalazione non attendibile. E poi l’epilogo, il 23 gennaio, con il ritrovamento in fondo a quella scarpata che nasconde ancora tanti misteri sulla morte di Provvidenza.

Antonella Trifirò

StrettoWeb