Sabato 18 e Domenica 19 Maggio 2019 a partire dalle ore 17.30 presso la Biblioteca Comunale “C.Catalfio” in Via B. Saputo, 97 – Terrasini (PA), si terrà l’evento intitolato “QUANDO CORREVA IL ‘900 Ri-creazioni dalla poesia alla fotografia”, evento dell’Associazione AsaDin con il patrocinio del Comune di Terrasini e Assessorato alla cultura. Ideazione e testi a cura di Lavinia Spalanca.

PROGRAMMA:

Sabato 18 Maggio ore 17.30 saluti dell’Assessora alla cultura Arianna Fiorenza, inaugurazione mostra fotografica e presentazione del progetto di Lavinia Spalanca, Intervento di Vincenzo Aluia, fotografo. Letture sceniche di Maria Grazia Maltese.

Domenica 19 Maggio ore 17.30 introduce Lavinia Spalanca. Intervento di Francesco Seggio, fotografo. Letture sceniche di Lorenzo Randazzo.

Accompagnamento musicale Sebastian Torres (in entrambe le giornate).

Fotografie di Caterina Blunda, Evelin Costa, Mara Manzella, Pino Manzella, Nicola Palazzolo e Massimo Russo Tramontana.

La mostra fotografica sarà visitabile fino al 30 Giugno 2019 durante gli orari di apertura della Biblioteca.

Dall’introduzione di Lavinia Spalanca:

Dov’eravamo mai in quel mattino / quando correva il Novecento…». Sull’onda di una celebre canzone di Paolo Conte, evocativa di un’epoca trascorsa, si muove il percorso fotografico realizzato dall’Associazione AsaDin, vero e proprio viaggio per immagini ispirato alle più belle liriche, italiane e straniere, che hanno scandito il XX secolo. Da Ungaretti a Saba, da Montale a Pasolini, da Brecht a Neruda, alcuni fra i più grandi poeti del Novecento accompagnano lo spettatore in questo affascinante itinerario visuale, all’insegna della ri-creazione delle infinite suggestioni espresse dai loro versi memorabili, resi vivi ed attuali dall’obiettivo fotografico. Fra parole ed immagini s’innesca così un sorprendente gioco di rifrazioni e rinvii, immettendoci in un’avventura dello sguardo che si fa esercizio interpretativo. Un’epifania, dunque, pari alla magia dell’immagine che si rapprende, lentamente, sullo sfondo opaco di una polaroid, o che campeggia istantanea sulla reflex digitale. Questo viaggio nel Novecento letterario parte anzitutto da una domanda. Può una poesia prefigurare un racconto per immagini, e può la fotografia stessa mostrare una sua ulteriore possibilità narrativa? Per rispondere a questa domanda, sedici interpreti della modernità letteraria italiana e straniera (Campana, Saba, Sbarbaro, Ungaretti, Palazzeschi, Cardarelli, Montale, Brecht, Neruda, Penna, Pasolini, Fortini, Sciascia, Sanguineti, Merini, De André, Conte, De Vita) incontrano sei interpreti dell’arte fotografica (Blunda, Costa, Manzella M. e P., Palazzolo, Russo Tramontana), guidandoci in un temerario percorso fra impressioni liriche e suggestioni visuali. Un universo di immagini si materializza di nuovo e con esso l’intero Novecento, tempio della fotografia secondo Paolo Conte, che in quest’istantanea sonora, intensa come un passaggio di luce, condensa l’essenza di un secolo: «epoca intravista nel bagliore bianco / che spara il lampo di magnesio sul rosso folle del manganesio…».

 

LAVINIA SPALANCA è professore a contratto di Letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Palermo. Docente di materie letterarie nelle scuole statali, in questi anni ha focalizzato i suoi interessi sul rapporto fra l’intellettuale e il potere dal Cinquecento al Novecento, curando la riedizione del ro-manzo antimilitarista di Tarchetti Una nobile follia (2009), indagando le diverse declinazioni del rac-conto bellico nella modernità letteraria (Il martire e il disertore. Gli scrittori e la guerra dall’Ottocento al No-vecento, 2010) e la rappresentazione del potere nella Firenze ducale (Il governo della menzogna. Antonfran-cesco Grazzini e l’allegoria del potere, 2017). I suoi studi prendono altresì in esame l’incrocio di cultura letteraria e scientifica nell’immaginario poetico novecentesco (I fiori del deserto. Sbarbaro tra poesia e scienza, 2008; La sirena dipinta. Sbarbaro e l’universo femminile, 2011), i rapporti fra letteratura e arti figu-rative nel secondo Novecento (Leonardo Sciascia. La tentazione dell’arte, 2012) e l’iconografia del pae-saggio dall’Ottocento al Novecento (L’isola a tre gambe. La Sicilia vista da Nord, 2016). È membro del Comitato organizzativo della Fondazione “Leonardo Sciascia”.

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE ASADIN viene fondata nel 2007 a Cinisi (PA) da un gruppo di fotoamatori al fine di promuovere e diffondere la cultura fotografica e dell’immagine in generale. L’associazione persegue finalità culturali di più ampio respiro, la sua attività si caratterizza per l’impegno verso tematiche rivolte alla salvaguardia del territorio, all’affermazione dei diritti umani e dell’equità sociale. Numerosi i progetti e le mostre che l’associazione ha realizzato in questi anni. Tra gli altri, si evidenziano, in particolare, i progetti: Biodiversità, piccola flora e fauna (2007), promossa da WWF Italia;Prima…vera in festa (2009), per la raccolta di fondi a favore delle popolazioni dell’Abruzzo colpite dal terremoto; Le forme dell’acqua (2010); contro la privatizzazione e gli sprechi dell’acqua, in collaborazione con l’associazione Liberacqua; Wonderlands, reportage sui beni confiscati alla mafia (2010); Io non mi fermo qui (2015), sulla prevenzione dei tumori femminili; Sicilie. L’identità molteplice (2015) mostra e catalogo con foto dei soci Asadin e opere pittoriche di Pino Manzella; Io non RITRATTO – Peppino Impastato una storia collettiva (2016), mostra, catalogo e video-documentario dedicati alla storia di Peppino Impastato e di chi ha lottato e continua a lottare insieme a lui; ‘Nzemmula – Ritratti per la libertà (2017), mostra contro la violenza di genere.

L’associazione ha promosso numerosi corsi di fotografia di base e workshop tematici; nel 2009 ha organizzato, in collaborazione con l’Associazione Imago di Palermo, il I Corso Regionale di Legislazione Fotografica, da tre edizioni organizza il Concorso fotografico Guido Orlando – Premio Peppino Impastato.