Quella di Paola Manchisi è una storia molto controversa. La ragazza di Polignano a Mare, in provincia di Bari, è morta di stenti a 31 anni. E per 14 anni ha vissuto reclusa in casa. Adesso potrebbero pagarne le conseguenze i genitori, iscritti nel registro degli indagati per abbandono di incapaci aggravato dalla morte. La tramissione "Chi l'ha Visto?" si era occupata del caso un anno fa, come dimostra questo video:

 


"Il Post" ha ricostruito la vicenda, facendo riferimento agli articoli di vari quotidiani. La ragazza, deceduta sabato 6 gennaio, pesava neanche 30 kg e il suo corpo è stato trovato tra sporcizia, insetti, cibo avariato e feci. Lla famiglia si sarebbe rifiutata per anni di ottenere assistenza dai servizi sociali. Paola Manchisi viveva in centro, a pochi passi dal municipio, con il fratello più piccolo di un anno e i genitori, padre agricoltore e madre casalinga. Una sua ex compagna di classe ha raccontato che Paola era una ragazza normale fino al quarto anno di scuola superiore: frequentava l’Istituto Tecnico a Monopoli, in provincia di Bari, ma non si è diplomata. All’inizio del quinto anno decise di interrompere gli studi e ogni rapporto con l’esterno. Da quel momento in poi non si sa più niente.

Gli amici hanno provato a contattarla più volte, ma invano. Tutti, a quanto pare, sapevano della situazione, dal prete del paese ai vicini. Il sindaco Domenico Vitto ha dichiarato di aver insistito "con tutti i mezzi per aiutare Paola: dopo aver convocato i genitori, dopo aver inviato i servizi sociali e i vigili nella loro abitazione, puntualmente respinti, i genitori in municipio si sono scagliati contro di noi. Ci hanno detto di lasciare in pace la loro famiglia. Al comune abbiamo anche ricevuto una telefonata della figlia che ci rassicurava sul fatto che stesse bene e ci chiedeva di non rovinare la sua tranquillità".

Lo scorso 6 gennaio i genitori hanno chiamato i carabinieri dopo aver trovato la figlia morta in casa. Gli agenti hanno trovato uno scenario inquietante. L’autopsia ha accertato condizioni di grave denutrizione e debilitazione, è stata riscontrata una grave flebite non curata a una gamba e larve sul corpo dovute alla scarsa igiene. Gli esami hanno comunque confermato la morte per cause naturali e hanno escluso la presenza di traumi. L’ipotesi degli inquirenti è che per anni i genitori abbiano rifiutato l’assistenza dei servizi sociali per la figlia e che possano avere responsabilità connesse alla morte per non averla nutrita e curata in modo adeguato.