“Il piano infinito”, romanzo di Isabel Allende edito in Italia da Feltrinelli nel 1992, è la saga intrigante, passionale e sensuale della famiglia Reeves e di quella dei Morales, immigrati messicani negli USA. Charles Reeves, un ciarlatano e satiro girovago di origini australiane sbarcato una notte a San Francisco, è il capostipite che a bordo di uno sgangherato e stracarico camion che funge pure da abitazione, conduce la sua famiglia per le vie del West fermandosi nei villaggi per vendere dipinti e “speranza”. Insieme ad Olga, indovina e loro compagna di viaggio, dipingevano i paesaggi del vecchio West, che vendevano per pochi dollari insieme a qualche vaticinio o cura miracolosa, sia del corpo che dell’anima. Charles inoltre diffondeva nei suoi sermoni a pagamento i rudimenti del suo “Piano infinito”, a sua detta rivelatogli misticamente nel deserto, come Gesù Cristo, da un Maestro che trasformatosi in vipera lo aveva morso alla caviglia, dove si poteva vedere ancora la cicatrice. Dopo due giorni di agonia aveva chiara in mente la mappa dell’universo e i suoi segreti. Da allora si definiva Dottore in Scienze Divine e Maestro Funzionario del “Piano infinito”, cioè intermediario tra i Logi, incaricati di portare particelle della Suprema Intelligenza nelle Galassie, e gli uomini. Aveva raccontato tante di quelle volte tale biblica conversione, che lui stesso non ricordava più che la ferita alla caviglia se l’era procurata cadendo dalla bicicletta.

  Il peregrinare dei quattro Reeves e di Olga s’interrompe quando Charles si ammala gravemente e sono costretti a vendere il camion per comprarsi un’altrettanto sgangherata casupola nel quartiere messicano di Los Angeles, dove per un po’ avevano goduto della squisita ospitalità della famiglia Morales. Pedro Morales, che, sensibilmente memore delle difficoltà affrontate inizialmente da egli quale immigrato, aiutava e accoglieva i clandestini suoi connazionali appena immigrati, volle pure aiutare i Reeves in segno di gratitudine verso Charles che considerava il suo maestro spirituale. Charles muore tra gli eccessi della sua insana lussuria, l’insicurezza che si insinua nell’animo di Gregory e l’odio di sua figlia Judy, bambina fatta oggetto dei suoi incestuosi desideri e che rimarrà per sempre segnata nella sua vita di adulta, trasformandosi volontariamente dalla bellissima ragazza  bionda che era, in un donnone obeso, dall’aspetto sciatto e arrabbiata col mondo. L’unica sua consolazione, dopo alcuni matrimoni falliti, è soddisfare la sua grandissima propensione materna, circondandosi di una nidiata di bambini suoi e dei suoi ex mariti.

  Dal misero contesto sociale dei quartieri latini decolla l’afflato narrativo della Allende, col suo stile preciso e profondo, capace di descrivere sia essenzialmente che con dovizia di particolari ambienti e stati d’animo dei suoi personaggi con la medesima abilità stilistica. Fin da subito emerge la figura del personaggio principale, Gregory Reeves. Il romanzo si dipana attorno alla sua vita, dal bambino pauroso e insicuro che era fino all’adulto inquieto, problematico e dall’esistenza costellata da alcolismo, fallimenti personali, divorzi e molteplici avventure amorose. Egli ritrova se stesso e un ordine dopo anni di sedute psicanalitiche e grazie all’amore di una donna che altri non è che la stessa Autrice, la quale nel romanzo narra appunto della vita del suo secondo marito, l’avvocato e scrittore William C. Gordon, il quale scrive le parti narrate in prima persona di Gregory.

  La narrazione percorre alcuni decenni del Novecento statunitense, dalla Grande Depressione all’inferno della guerra in Vietnam, dal movimento hippy al femminismo più estremo e ai movimenti new age, dalle rivendicazioni sindacali nelle fabbriche delle “schiene sudate” al richiamo delle sirene duramente represse del comunismo. Dunque i temi affrontati sono le istanze spirituali e religiose, ma soprattutto quelle sociali quali le disparità, la miseria, la ghettizzazione dei latini e dei neri e il razzismo, anche alla rovescia dal punto di vista di un bianco. Cioè, ad essere discriminato è Gregory, bianco e biondo in un quartiere latino, dove da bambino subisce le violenze e le angherie di una banda capeggiata dal violento bullo Martinéz, dalla quale poteva difendersi all’uscita di scuola solo fuggendo e correndo più forte che poteva.

  Ogni personaggio della saga delinea un momento dell’esistenza di Gregory. Carmen Morales, sua fraterna amica d’infanzia e grande amica e confidente nella vita adulta, legati sempre da un affetto profondissimo. Carmen è uno splendido personaggio femminile ribelle, che dal chiuso mondo ghettizzato della tradizione messicana riesce ad affrancarsi girando mezzo mondo e diventando imprenditrice di successo con umanità, aiutando e non sfruttando i suoi dipendenti, in un capitalismo senz’anima e spietato a cui ci ha abituati la storia. Juan José Morales, fratello di Carmen e altrettanto fraterno amico di Gregory, che dall’orrore del Vietnam non esce vivo, al contrario di Gregory che ritorna dalla guerra ma più cinico e con ulteriori e più gravi traumi da risolvere. Immacolata Morales, moglie fedele, sottomessa e altrettanto generosa di Pedro, intenta ad allevare i figli con amore e a rassettare e a cucinare succulente pietanze messicane anche per i numerosi ospiti che affollano la loro chiassosa casa. Nora Reeves, mamma evanescente, delicata e fragile di Gregory, col quale non riuscirà mai ad avere un rapporto affettivo e materno, tutta presa dalle sue paure per le brutture del mondo, dal quale evade creandosene uno tutto suo ove la sua estrema sensibilità non possa essere eccessivamente messa a dura prova. Timothy Duane, rampollo di un ricchissimo affarista senza scrupoli di origine irlandese, grandissimo amico di Gregory e per anni suo anfitrione e compagno nelle dissolute avventure a Berkeley dove Gregory si trasferisce dopo la morte del suo amico e mentore Ciro, ascensorista in una biblioteca, il quale lo inizia alle letture “sovversive” dell’ideologia comunista. Timothy è un ricco e intelligente borghese che vive all’ombra di un padre intento solo a fare soldi, il quale odia visceralmente. Samantha e Shannon sono le due mogli di Gregory dalle quali inevitabilmente divorzia e che fuggendo gli lasciano in carico due figli infelici: Margaret, che diventa prostituta e drogata, e David, bambino iperattivo che fa impazzire qualsiasi governante. Questi fallimenti matrimoniali e di padre sono anche e soprattutto la misura del suo fallimento personale.

  Cadere e rialzarsi, lottare e non arrendersi mai, nemmeno o forse soprattutto ai propri demoni interiori. Chi si arrende e fugge è definitivamente perduto. Questo in definitiva è il messaggio che si legge fra le righe narrative di questa potente saga di Isabel Allende.

 

Angelo Lo Verme