PALERMO – Lotta alla mafia a 360 gradi, sicurezza in città, contrasto alla microcriminalità diffusa, occhio attento su immigrazione e terrorismo: sono i punti cardine di cui ha parlato il nuovo questore di Palermo, Renato Cortese, tornato nel capoluogo dopo 20 anni. Cortese auspica una sinergia "sia con le altre forze di polizia sia con comune e regione".

"Palermo è una città dove sbarcano migliaia d’immigrati e per questo l’attenzione deve rimane alta", ammonisce il questore, che sul fronte Messina Denaro dice: "Il pensiero è ovviamente quello di volere mettere fine alla latitanza. C’è chi lavora tutti i giorni per raggiungere questo obiettivo. Ma la cattura del latitante non è la fine di un’organizzazione criminale come Cosa nostra. La nostra attenzione sarà mirata a capire le dinamiche all’interno della struttura criminale nel territorio".

Sulla riorganizzazione dei clan: "Ci sono segnali importanti che stiamo monitorando. Boss di spicco vengono giornalmente scarcerati e i loro movimenti vengono costantemente seguiti. Ma non vanno trascurati neanche i capi storici sono in carcere".