Il caso Riina jr da Vespa fa ancora infuriare la polemica, ben al di là della clamorosa decisione del sindaco di Benevento. A fare di nuovo imbestialire Leoluca Orlando, che ha annunciato la denuncia della Rai, sono state le dichiarazioni del direttore editoriale dell'offerta informativa dell'azienda, Carlo Verdelli, durante l'audizione in commissione di Vigilanza. Verdelli ha spiegato:

"Il cda non mi ha dato il compito di censore. Chi conosce la mia storia sa che non può essere così. Non posso censurare un programma perché ci sono 5-10-20 politici che mi chiedono di farlo perché questo costituirebbe un vulnus per l'autonomia della Rai. Le accuse di negazionismo sono toni troppo irreali, meschine. Saviano, che è considerato da qualcuno un campione dello studio del fenomeno mafioso, chiede alla Rai di venire a spiegare il senso vero di quell'intervista. Sospettare che Vespa abbia fatto questa intervista per fare pubblicità al libro non è accettabile. Ogni cosa può essere fatta meglio, ma Vespa le domande le fa.

Credo che in qualche modo la Rai abbia contribuito a far sì, come dice Maria Falcone, che da una cosa cattiva ne sia nata una buona, che è stata la reazione. Il saldo finale è che il figlio di Riina è per tutti un mafioso acclarato che ha mandato messaggi per candidarsi a capo della mafia. La sua vita sarà meno tranquilla, questo è il frutto dell'informazione". 

Argomentazioni che Leoluca Orlando non ha digerito: "Le dichiarazioni rese confermano, se non addirittura aggravano, la posizione dell'azienda. La Rai, infatti, non solo ha utilizzato uno dei maggiori e più seguiti format televisivi per pubblicizzare un prodotto editoriale privato, si è anche genuflessa davanti al mafioso Salvo Riina e alla cultura criminale che egli rappresenta. Oggi è arrivata anche a deridere il ruolo di una Commissione parlamentare bicamerale, confermando arroganza e disprezzo per le istituzioni. Evidentemente la dirigenza Rai non solo pubblicizza i mafiosi, ma ne copia cultura e atteggiamenti. Sono tutti fatti che confermano la necessità di citare in tutte le sedi competenti l'azienda ad ogni suo livello decisionale".