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Castagno dei Cento Cavalli L'albero si trova nel bosco di Carpineto, nel versante orientale del vulcano Etna, in un'area tutelata dal Parco Regionale dell'Etna. Il castagno oggiDiversi botanici concordano che avrebbe dai due ai quattro mila anni di vita e secondo il botanico torinese Bruno Peyronel è l'albero più antico d'Europa ed il più grande d'Italia (1982)[2]…. Le prime notizie storiche certe sul Castagno dei Cento Cavalli furono fornite dal De Amodeo, Carrera e da altri nel XVI secolo. Pietro Carrera ne «Il Mongibello» (1636), descrisse maestoso il tronco e l’albero «…capace di ospitare nel suo interno trenta cavalli». Successivamente ne parlerà anche Antonio Filoteo (1611). Il 21 agosto 1745 venne emanato un primo atto dal «Tribunale dell’Ordine del Real Patrimonio di Sicilia» [3]che tutelava istituzionalmente il Castagno dei Cento Cavalli ed il vicino Castagno Nave. Visto il periodo (fine del XVIII secolo) è un atto da annoverare fra i primati della tutela ambientale. L’insigne naturalista catanese Giuseppe Recupero in «Storia naturale e generale dell’Etna» descriveva dettagliatamente l’albero, cercò di fornire diverse prove e dimostrazioni sulla unicità dalla pianta (allora era in discussione se fossero più alberi) e narrò che nell’anno 1766 trovò la casa molto deteriorata [4](esisteva una casa sotto le fronde del castagno, si può notare nel quadro di Jean-Pierre Houël). Castagno dei Cento Cavalli, Jean-Pierre Houël ca. 1777.Sarà ritratto da molti viaggiatori del Grand Tour, fra questi Patrick Brydone e Jean Houel, che, nella sua opera Voyage de la Sicile, de Malta e Lipari, lo descriverà e ritrarrà nel 1787. Queste le parole con cui l’artista lo descrive in uno stralcio della sua opera: …”La sua mole è tanto superiore a quella degli altri alberi, che mai si può esprimere la sensazione provata nel descriverlo. Mi feci inoltre, dai dotti del villaggio raccontare la storia di questo albero (che) si chiama dei cento cavalli in causa della vasta estensione della sua ombra. Mi dissero come la regina Giovanna I d’Aragona recandosi dalla Spagna a Napoli, si fermasse in Sicilia e andasse a visitare l’Etna, accompagnata da tutta la nobiltà di Catania stando a cavallo con essa, come tutto il suo seguito. Essendo sopravvenuto un temporale, essa si rifugiò sotto quest’albero, il cui vasto fogliame bastò per riparare dalla pioggia questa regina e tutti i suoi cavalieri”… A seguito del dipinto e delle belle parole che Houel dedicò all’artista, in tempi recenti l’amministrazione comunale ha deciso di dedicargli una Via, proprio nei pressi dell’albero. Inoltre questo sarà oggetto di studio da Alberto Fortis in Della coltura del castagno (1780), che lo troverà degradato [5]. Nel 1923 l’albero subirà un incendio che lo intaccherà nel tronco principale (voci popolari parlano di vendetta di alcuni abitanti di Giarre, per l’autonomia amministrativa ottenuta dal paese di Sant’Alfio proprio dal comune giarrese) Il Castagno fu preminentemente proprietà di nobili famiglie locali (fra cui i Caltabiano) e venne usato come luogo di conviviali e banchetti per ospiti illustri. Nel 1965 il castagno fu espropriato e dichiarato monumento nazionale. Solo alla fine del XX secolo alcuni enti locali hanno avviato una serie di studi per tutelare e conservare il castagno. Il programma televisivo scientifico Super Quark, trasmesso sul canale Rai Uno, studiò il DNA, prelevato dal castagno. Con i risultati, affermò che il castagno potrebbe avere la più grande circonferenza del mondo[6], prima di un grande cipresso presente in Messico e largo 38 mt. Ma questa affermazione è ora al vaglio degli studiosi, perché si sta discutendo nuovamente della unicità dell'albero. Fonte: wikipediaVisualizza altro

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