Si tratta di un ritrovamento che potrebbe cambiare per sempre la storia dell’umanità: in una grotta del Sudafrica, a 50 chilometri a nordovest di Johannesburg, sono state rinvenute alcune ossa fossilizzate di una specie umana ancora sconosciuta. L’ominide, ribattezzato “Homo Naledi”, sarebbe stato alto in media un metro e cinquanta e avrebbe avuto un peso di circa 45 chili. I fossili sono stati trovati in una cavità, a circa 90 metri dall’ingresso della grotta, e ammontano a più di 1.550 elementi. Si tratta del più grande ritrovamento fossile di ominidi del continente africano: finora, sono stati recuperati almeno 15 individui della stessa specie.

L'Homo Naledi – ha detto Leo Berger, professore della Witwatersrand University, che ha guidato le due spedizioni e recuperato i fossili – potrebbe essere una delle più antiche specie di Homo conosciute"

A fare l’importante scoperta, la Witwatersrand University di Johannesburg e la National Geographic Society, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie (Dst) e dal National Research Foundation (Nrf) del Sudafrica.

Nel complesso, l'Homo Naledi si presenta come una delle specie primitive del nostro genere – ha detto John Hawks della Wisconsin-Madison University – ma ha anche alcune caratteristiche sorprendentemente simili a quelle umane, abbastanza per catalogarlo come appartenente alla specie umana.