01La Rocca di Cerere Geopark è un’ampia area di quasi 1.300 chilometri quadrati; si estende principalmente nella provincia di Enna, ma include anche zone protette situate presso Caltanissetta.

Sotto la protezione dei fondi europei, ricadono formazioni geologiche uniche, a testimonianza della crisi messiniana di oltre 5 milioni di anni fa.
Le prime evidenze del fenomeno di evaporazione del mar Mediterraneo, vennero scoperte nel 1961, nel corso di una campagna di rilevamento sismico, che portò a definire l’esistenza di quello che oggi è chiamato dagli addetti al settore “M reflector”, ovvero una formazione geologica specifica, presente nei fondali del bacino del Mediterraneo, composta da sedimenti evaporitici, in pratica formazioni minerarie in grado di prodursi solo a seguito di una massiccia evaporazione, spessi anche 3 chilometri.
L’M reflector ha dunque dato origine all’attuale struttura del letto marino e ha rivelato, nel corso di ulteriori accertamenti scientifici, come quasi 6 milioni di anni fa, lo Stretto di Gibilterra si chiuse, a seguito di movimenti tettonici e del naturale abbassamento dei livelli marini, e l’acqua, presente nel bacino del Mediterraneo, evaporò interamente, rendendo uno dei mari più famosi della Penisola italiana, solo un vago ricordo.

La conca formatasi, era in grado di raggiungere anche i 4,9 chilometri al di sotto del livello degli oceani e oggi, della crisi di salinità del Messiniano, rimangono le testimonianze evidenti nelle rocce che compongono l’area del Geopark di Rocca di Cerere.
Le sue composizioni geologiche speciali risultano evidenti soprattutto a Pasquasia, dove gli affioramenti, non di rado naturali, si legano anche alla presenza delle strutture minerarie dismesse, che fecero la fortuna economica dell’area ma anche dell’intera Isola. Già nella Preistoria, questa particolarità del suolo ennese veniva dunque sfruttata, prima per il sostentamento, e poi a scopi commerciali. Modesti affioramenti dello stesso genere, sono evidenti solo nei pressi del Madonie Geopark e nello Psiloritis Geopark, presso la zona meridionale dell’isola di Creta.

Particolare, anche se non unica, è anche la presenza di formazioni pertinenti al Flysch Numidico, ovvero un complesso sedimentario di tipo marino, risalente al Miocene inferiore, composto sia da argille che da calcare pelagico, con emergenze quarzarenitiche spettacolari, sia dal punto di vista artistico che geologico, geomorfologico e paleontologico; le stesse, per intenderci, che si trovano presso la rocca di Cefalù e le rocce di Pietrerosse, nel territorio di Bronte, e, sempre nell’area di Bronte, ma anche di Randazzo, Adrano e Centuripe (Enna), nella zona del noto Sito di Interesse Comunitario delle Forre laviche del Simeto, oltre che nell’area della cosiddetta contea di Geraci, uno degli ex feudi di Sicilia, localizzabile oggi nella provincia di Palermo.

Autore | Enrica Bartalotta