01Considerata la missione spaziale più importante per il Pianeta dall’ammaraggio sulla Luna, Rosetta potrebbe portare alla scoperta di molte questioni lasciate ancora oggi in sospeso dalla scienza.

È atterrata lo scorso novembre Rosetta, su una cometa. È uno strumento sofisticatissimo realizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con i consorzi di Francia e Germania. Obiettivo? Cercare di capire come si sia formato il sistema solare e quindi trovare la chiave della vita sulla Terra.

E perché no, magari anche qualche forma di vita aliena; persino elementare basterebbe.
I ricercatori dell’Agenzia Spaziale non stavano più nella pelle quando, dopo anni di ricerche, la sonda Rosetta è riuscita a mandare il primo segnale alla Terra. Era il 12 novembre 2012 e c’erano state alcune preoccupazioni di fondo a disturbare il grande evento: primo fra tutti l’atterraggio che infatti non avvenne in maniera del tutto convenzionale.

Il lander Philae, ha infatti rimbalzato per almeno 4 volte prima di potersi ancorare saldamente alla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko. Rosetta, come la famosa stele che spiegò il linguaggio, è il primo veicolo spaziale a compiere una tale impresa, e da un mese a questa parte sta già iniziando a dare i primi frutti.

Con i dati che la sonda invia alla Terra infatti, gli scienziati della European Space Agency hanno già potuto capire che sì sulle comete c’è acqua, ma non è la stessa che si trova sulla Terra; quindi, non sono le comete ad averla portata sul nostro Pianeta quasi 5 milioni di anni fa, a dispetto di quanto creduto fino a qui.

Il viaggio incredibile di Rosetta è partito dunque, per il momento, da una delle formazioni più antiche a formare galassia e Sistema Solare. A breve le origini del mondo potrebbero però esserci rivelate da un asteroide, uno dei prossimi grandi obiettivi della sonda.

L’avvenimento scientifico più importante del 2014 potrebbe portare con sé ulteriori evoluzioni significative: Rosetta potrebbe infatti atterrare su Europa, la luna di Giove, per scoprire se davvero sotto il pianeta si trova un oceano.

Ma la missione che esperti ed appassionati stanno attendendo è sicuramente ExoMars, nel 2018, quando sul Pianeta Rosso verrà inviato il primo rover marchiato Unione Europea.
Assieme all’Agenzia Spaziale Europea anche i russi di Roscosmos e la NASA, con l’obiettivo di studiare da vicino e attentamente, l’ambiente di uno dei pianeti più vicini a noi.

Alla missione parteciperà attivamente proprio l’Italia, che per questa super-impresa ha stanziato quasi 300 milioni di euro. Nel futuro, il pieno controllo del nuovo piano spaziale sarà affidato interamente all’ASI, grazie alla costruzione di un centro apposito volto all’analisi e alla ricezione dei dati.

Già nel 2009 furono presi i primi accordi tra Agenzia Spaziale Italiana e le regioni, in particolare Puglia, Sicilia, Basilicata, Molise e Campania, che avevano espresso il desiderio di far confluire le proprie risorse nel programma attraverso una joint venture tra missione scientifica e programmi che vedono la partecipazione di iniziative di telecomunicazione, sia nel settore pubblico che privato.

Autore | Enrica Bartalotta