L’emittente belga RTBF fa tappa in Sicilia, ma per motivi tutt’altro che lusinghieri. Domenica 27 febbraio, infatti, trasmetterà un approfondimento dedicato alla nostra Isola che si presenta così: “Sicilia, terra pia e mafiosa“.

La tv belga racconta la Sicilia

RTBF, la rete pubblica della comunità francofona, trasmetterà tra pochi giorni sul canale La Trois un programma dedicato alla nostra Isola, ma le premesse non sembrano affatto positive.

Presentando la trasmissione, infatti, l’emittente spiega: “L’isola più grande del Mediterraneo attrae 6 milioni di turisti ogni anno. Ci vengono per le magnifiche spiagge, i monumenti, i resti antichi, la bellezza vulcanica dell’Etna, e anche per le sue feste religiose. Ma dietro la bellezza dell’isola, ci sono fatti meno brillanti”.

Si comincia, dunque, dalla città di Palermo, con una sosta a Palazzo Gangi Valguarnera: “Nel quartiere turistico della città scopriamo cumuli di spazzatura accatastati nelle stradine, la quantità di spazzatura che emana un odore irrespirabile sotto il sole è impressionante, e va avanti da anni”, viene riportato dal sito di RTBF.

“Il paesaggio – si legge ancora –  forma cumuli di rifiuti e oggetti ingombranti di ogni genere per decine di metri e alla città non interessa. La gente del posto chiede un po’ di dignità e ha paura di spaventare i turisti”. “Per questa città di un milione di abitanti esiste una sola discarica ed è gestita dalla mafia, che di fatto si inserisce a tutti i livelli nella gestione dei rifiuti”. Questo è ciò che si legge ancora.

Da Palermo a Siracusa

Ce n’è anche per la città di Siracusa che, stando a quanto spiegato dalla tv belga, “mostra uno spettacolo di desolazione“. “La gente fa il bagno con le raffinerie tutt’intorno, perché la città è il secondo centro petrolchimico più grande d’Europa, e i loro odori di idrocarburi. L’inquinamento atmosferico porta ancora più tumori, ma le autorità si rifiutano di riconoscere un legame”, si legge.

Niente di male da dire sull’Etna, invece, che viene risparmiato dalle critiche. Tornando alla città di Palermo, si dice: “L’attività turistica prevede anche visite guidate un po’ particolari: il tour a piedi di Palermo alla scoperta dei luoghi dove si combatteva la mafia”.

“La visita è offerta da un’associazione di cittadini che lotta contro il racket – molto presente in città con il pizzo, la tassa sui commercianti –, le estorsioni, e più in generale contro la mafia, ancorata in Sicilia da un secolo”.

Quindi la conclusione: “Un documentario che ci mostra che famiglia, matrimonio, religione e feste religiose, ma anche pesca e gastronomia, e da qualche parte la mafia, hanno tutti una cosa in comune: la tradizione, che ancora pesa nella vita dei siciliani”. L’emittente presenta così quello che definisce un “viaggio nel cuore della Sicilia segreta”.

Queste parole ricordano quelle ascoltate nel corso del programma Trans Europe Express: il giornalista inglese Michael Portillo, in visita nel mercato palermitano di Ballarò, spiega che senza mezzi termini che la “Sicilia è l’isola della mafia” e che avverte distintamente dell’inquietudine dell’aria.

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