01La crisi economica ha dato vita e scusanti a diverse problematiche: dalla mancanza di impiego fino all’aumento del gioco d’azzardo, che nel 2012 ha raggiunto un volume di 88,5 miliardi di euro.

Sempre più scommesse in Italia. Roulette, slot machine, e poker sono solo alcune delle discipline in cui dalla maggiore età ci si può cimentare: nelle tabaccherie, nelle sale preposte e anche online. Un volume di affari che nel 2012 ha raggiunto, nel nostro Paese, gli 88,5 miliardi di euro, contro i 24,8 del 2004: un’abitudine pericolosa che sta diventando virale.

Ma non è stato il gioco d’azzardo la causa della rottura della storica coppia della radiotelevisione italiana, Fiorello-Baldini; sono infatti passati 5 anni, come confermato dallo stesso conduttore sul suo profilo Facebook, venerdì scorso, da quando Baldini non gioca più. Nel suo libro del 2005, diventato poi film nel 2008, il fiorentino racconta tutta la sua storia: com’è caduto nel giro delle scommesse e i problemi che ne sono derivati.

Ma non è l’unico vip ad avere avuto problemi con il gioco d’azzardo; anche il cantante Pupo, al secolo Enzo Ghinazzi, ha parlato in tivù della sua esperienza con il vizio, e in particolare, con le scommesse sui cavalli: un problema duro, difficile, al limite della disperazione. Fino ad arrivare, molto indietro nel tempo, ai casinò e al noto giornalista Emilio Fede, a cui la dipendenza dal gioco costò il posto alla RAI.

Dalle personalità del mondo dello spettacolo alle persone comuni il passo è breve, più breve di quello che sembra, soprattutto grazie alla facile disponibilità dei servizi di casinò online. Non è necessario uscire di casa, e non è necessario puntare grosse somme; e così poco a poco, sia che si tratti di bingo, sia che si tratti di gratta e vinci, si arrivano a spendere cifre da usura.

E i numeri più preoccupanti arrivano proprio dalla Sicilia, e in particolare dalla provincia di Palermo: dove si spende ben il 6,64% del PIL nel gioco d’azzardo; seguono le provincie di Trapani e di Messina, con un 5,88% e un 5,54% rispettivamente. In testa tra i giochi più scelti dai siciliani, ci sono le video-lotterie, mentre al secondo posto si piazza il lotto con ben 241 milioni di euro spesi, solo in Sicilia. Assieme a lotto e gratta e vinci, le slot machine costituiscono più dell’81% della spesa totale della regione; un gioco che non ha limiti d’età e nemmeno di sesso.

Ecco perché le istituzioni, nella persona dell’Assessore alla Salute Lucia Borsellino, hanno deciso di correre ai ripari: nei prossimi giorni verranno presentate le linee guida sulle ludopatie, con un workshop all’Albergo dei Poveri.

Autore | Enrica Bartalotta