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Chi era Salvatore Inzerillo, biografia. Dove è nato, quando è morto, quanti anni aveva quando è morto. Legame con Cosa Nostra e con la cosca mafiosa di Passo di Rigano. Chi l’ha ucciso e come.

Salvatore Inzerillo

Salvatore Inzerillo nasce a Palermo il 20 agosto del 1944. Il suo soprannome è Totuccio. Ha una parentela con Rosario Spatola ed è cugino del boss Carlo Gambino, capo dell’omonima Famiglia di Brooklyn. La famiglia Inzerillo si affilia a Cosa Nostra americana tramite i cugini della Famiglia Gambino. Sbarcano per la prima volta negli Stati Uniti nel 1956 e si insediano a Cherry Hill, nel New Jersey, sotto la protezione di Carlo Gambino.

Sin da giovanissimo entra nella cosca di Passo Di Rigano (un quartiere alla periferia di Palermo) e ne diviene capo nel 1978, succedendo allo zio Rosario Di Maggio. Assume anche il ruolo di capomandamento della zona.

In questo periodo instaura ottimi rapporti con Stefano Bontate e avvia traffici di vario tipo tra l’Italia e gli Stati Uniti, in collegamento con i cugini Gambino di Brooklyn. Arriviamo così alla fine degli anni Settanta.  Sono anni in cui Salvatore Inzerillo si occupa di numerose attività. Tra queste, insieme a Bontate, John Gambino e Rosario Spatola, la vicenda del rapimento del finanziere Michele Sindona, successiva alla bancarotta delle sue banche.

Anni Ottanta

Gli anni Ottanta si aprono invece con l’omicidio del giudice Gaetano Costa. Costa aveva firmato personalmente una sessantina di mandati di cattura contro Michele Inzerillo, Rosario Spatola, John Gambino e i loro associati per il traffico di stupefacenti. Il delitto viene deciso proprio da Inzerillo, al fine di mandare un segnale allo schieramento avversario dei Corleonesi, per dare dimostrazione del poter ordinare un omicidio “eccellente”.

Stando alle pagine di cronaca e alle ricostruzioni, proprio quella decisione, però, diviene ragione per volere la morte di Inzerillo. Dopo l’uccisione di Bontate, infatti, i Corleonesi ordinano anche la sua morte. Salvatore Inzerillo muore l’11 maggio del 1981, quando ha 36 anni.

Chi ha ucciso Salvatore Inzerillo?

Sta uscendo dal portone della sua amante, dove lo attende un commando di uomini che inizia a sparare all’impazzata, uccidendolo a colpi di kalashnikov. I killer non gli danno il tempo di raggiungere la sua nuova auto blindata, un’Alfa Romeo Alfetta di colore Bianco. Le successive indagini e i procedimenti giudiziari, condannano per l’omicidio di Salvatore Inzerillo Totò Riina, Bernardo Provenzano e Michele Greco alla pena dell’ergastolo.

La scia di sangue non si ferma qui, poiché alla sua morte ne seguono altre. Vengono uccisi il figlio diciassettenne, di nome Giuseppe (la sua morte sarebbe derivata dal fatto che voleva vendicare il padre) e anche i fratelli Santo e Pietro. Pietro muore nel gennaio del 1982 nel New Jersey: il cadavere si trova nel bagagliaio di un’automobile, con 5 dollari in bocca e due dollari sulle parti intime.

A questo punta gran parte della famiglia sceglie di andare negli Stati Uniti, per trovare la protezione dei cugini Gambino, mentre la moglie Filippa Spatola e e il figlio Giovanni rimangono a Palermo. Gli Inzerillo sarebbero tornati in Sicilia negli anni Duemila.

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