Sciame sismico Sicilia, perché si stanno verificando questi terremoti? Diverse scosse, negli scorsi giorni e anche oggi, mercoledì 3 ottobre, si sono verificate nei pressi dello Stretto di Messina. La catena di scosse sembra fare parte di un unico, grande, evento sismico che potrebbe ricollegarsi al sistema di profonde spaccature che si trova sotto il mar Ionio, alle faglie che stanno sotto il mare.

Queste faglie spiegano il lento, ma progressivo, allontanamento della Sicilia dalla Calabria e, dunque, l’elevato rischio di terremoti nella zona.

Il sistema di spaccature è stato scoperto di recente da uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto di scienze marine Ismar-Cnr di Bologna, dell’università di Parma, dell’Ings e del Geomar (Germania). La ricerca è stata pubblicata su Nature Communications e aiuterà a capire la formazione delle catene montuose e i forti terremoti storici.

Sciame sismico Sicilia: le cause

Proprio lungo queste strutture risale il materiale del mantello che formava il basamento dell’oceano mesozoico, da una profondità di circa 15-20 km. Le faglie lungo le quali risale questo mantello controllano anche la formazione del Monte Etna. Si tratta, quindi, di strutture in grado di innescare processi vulcanici e causare terremoti. Le faglie hanno una profondità e una lunghezza di decine di chilometri, e separano blocchi di crosta terrestre in movimento reciproco.

Queste stesse pieghe negli Appennini causano terremoti anche catastrofici, come anche le cronache recenti ci hanno testimoniato. Lo studio di cui abbiamo parlato ha dimostrato che l’Arco Calabro, il sistema di subduzione tra Africa ed Europa nel Mar Ionio, ha un importante primato. Si tratta, infatti dell’unica regione al mondo in cui sia stato descritto materiale del mantello in risalita dalla placca in subduzione.

Questo può permettere di capire meglio come si formano le catene montuose e come questi processi siano legati ai forti terremoti storici registrati in Sicilia e Calabria.