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Semaforo Belvedere, un pezzo di storia della Sicilia che fu

Per vedere da vicino la Torre Semaforo Belvedere bisogna andare a Siracusa. Nata nel periodo post-unitario come stazione vedetta della Marina Militare Italiana, oggi non è più utilizzata. È stata data in concessione gratuita al Comune e alle associazioni che ne hanno curato la pulizia, l’allestimento e la fruibilità.

Belvedere è una frazione situata a circa 7 chilometri a nord della città, in un luogo collinare: da qui domina il panorama di buona parte del comprensorio. L’antico borgo agricolo venne fondato nel 1626 da Giuseppe Bonanno Crisafi, principe di Linguaglossa, che possedeva una villa a Tremilia.

L’importanza dell’ex Semaforo Belvedere

Sulla parte più elevata della collina, a 200 metri circa s.l.m., la Regia Marina Militare installò nel XVII secolo un posto di segnalazione con bandiere e luci per collegare i porti di Augusta e Siracusa. Questo venne utilizzato anche nel secondo conflitto mondiale e, proprio per queste caratteristiche luci, successivamente, venne definito nella parlata locale come “u semàfuru” (cioè il semaforo).

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In effetti, la viuzza che collega la parte bassa del paese con questa altura si chiama proprio Via Semaforo. In diversi hanno avanzato l’ipotesi che il nome Eurialo ( sia stato dato prima a questo colle dove è collocato “il semaforo”; poi vista la somiglianza geografica riguardo all’altitudine, è stato ribattezzato così anche lo sperone dove sorge la fortezza greca.

Un tempo le stazioni di telecomunicazioni avevano una grandissima importanza, non soltanto militare, ma anche commerciale e sanitaria. Nei primi decessi nel Novecento i semafori, che oggi sono tutti dismessi, erano oltre 80 ed erano strategicamente collegati lungo le coste italiane.

Redazione