La Latomiuncola, conosciuta con il nome di Latomia Carratore è un segreto nascosto dai palazzi di Siracusa. Le latomie, nell’antichità greco-romane, erano cave di pietra o di marmo, usate per incarcerare schiavi, prigionieri di guerra o delinquenti in genere. Le più note sono proprio quelle di Siracusa, probabilmente scavate già dal V secolo a.C., anche se non si hanno informazioni certe in merito.

La Latomia Carratore è la più piccola tra quelle dell’agro siracusano (da qui il nome Latomiuncola). Circondata da palazzi moderni, è visibile solo a pochi, perché dalla strada non si vede nulla. È profonda da 10 a 15 metri e ha una forma subcircolare. Il fondo è ricoperto da oltre 2 metri di terra ed è quasi sempre pieno d’acqua: così, in pieno centro urbano, è nato un giardino segreto. La Latomiuncola è adiacente a Villa Reinmann.

Le Latomie Siracusane

Le latomie di Siracusa sono distribuite all’interno del comprensorio aretuseo, poiché in epoca greca vi era l’esigenza di materia prima quale la roccia calcarea, che serviva per la costruzione di templi e monumenti, nonché per erigere le mura che difendevano la città. Ippolito di Roma nella Refutatio contra omnes haereses scrive che per Senofane, “…a Siracusa, nelle latomie, si sono trovate impronte di pesci e di foche.” suggerendo una prima osservazione scientifica sulle caratteristiche geologiche delle rocce calcaree della città.

Sono molte, alcune all’interno del parco della Neapolis, come quella del “Paradiso”, “S.Venera” e “Intagliatella”; nei pressi della basilica di San Giovanni Battista quelle “Navantieri”, “Broggi” e del “Casale”. Infine, nei pressi del convento dei Cappuccini, con l’omonima latomia. Se ne conosce un’altra, più piccola, nei pressi del castello Eurialo, chiamata “Bufalaro” (o del Filosofo). Tuttavia esistono molte piccole latomie sparse ovunque in città, specie nei pressi delle mura dionigiane.

Cicerone, nelle Verrine, scrive a proposito delle latomie:

«Tutti voi avete sentito parlare, e la maggior parte conosce direttamente, le Latomie di Siracusa. Opera grandiosa, magnifica, dei re e dei tiranni, scavata interamente nella roccia ad opera di molti operai, fino a una straordinaria profondità. Non esiste né si può immaginare nulla di così chiuso da ogni parte e sicuro contro ogni tentativo di evasione: se si richiede un luogo pubblico di carcerazione, si ordina di condurre i prigionieri in queste Latomie anche dalle altre città della Sicilia».