Il Castello Eurialo di Siracusa è un’imponente opera, voluta dal tiranno Dionisio I. Fu costruito tra il 402 e il 3976 a.C. per proteggere la città da assedi e attacchi, ma nel corso dei secoli ha subito diverse modifiche. Rappresenta il culmine della fortificazione della città di Siracusa e il suo nome trarrebbe origine dal termine greco Euryelo, cioè “testa di chiodo”. Sorge nel punto più alto della terrazza del quartiere Epipoli, in direzione della frazione di Belvedere, a 120 metri sopra il livello del mare.

Per quanto riguarda la sua storia, dopo la costruzione subì alcune modifiche, anche a causa delle nuove tecniche di guerra, come quella dell’assedio introdotta da Demetrio I Poliorcete. Dopo la conquista romana della città, nel 212, a.C. ad opera del console Marcello, il grande complesso militare dell’Eurialo fu modificato fino all’età bizantina a causa della minacciata invasione arabo-maghrebina, venne ricostruita una parte usando del materiale di spoglio proveniente da altre parti distrutte.

Nel 1941 durante il periodo della seconda guerra mondiale a causa dei bombardamenti, i reperti del museo archeologico vennero caricati a dorso di mulo e nascosti presso i tunnel del castello. Il 30 settembre 2016 è stato inaugurato, dopo una lunga chiusura in seguito al terremoto del 1990, l’antiquarium in cui sono esposti alcuni reperti del sito come: una spada, un elmo e delle palle di catapulta litiche. A partire da sabato 3 agosto 2019 è stato aperto al pubblico.

Cosa vedere nel Castello Eurialo

L’entrata del castello è protetta da tre fossati più uno laterale. Il primo più piccolo è lungo 6 m e profondo 4 m, mentre il secondo a 86 m dal primo, è lungo circa 50 m a difesa di un’opera avanzata alle spalle della quale si trova il terzo fossato largo 17 m e profondo 9 m che collega il sistema difensivo con dei sotterranei.

Nella parte sud del terzo fossato c’era un ponte levatoio che consentiva il superamento del fossato tra i due gruppi di fortificazioni. Infine sul versate sud era presente un quarto fossato, che difendeva il punto meno ripido della parete laterale del pendio dell’Epipoli. Questo fossato è collegato al terzo tramite accessi sotterranei.

Tra le recinzioni, è possibile riscontrare il mastio centrale che ha forma trapezoidale. Al di là del mastio vi è un grande recinto dove era presente la porta d’ingresso al castello (detta Tryplon perché formata da tre porte) sul versante di levante aperta su un muro spesso circa 5 m che si collega all’intera cinta delle mura dionigiane sul versante di levante. Essa era difesa da più torri e un sistema di ingresso a due fornici.

Il versante di ponente era collegato al castello in un punto alto dell’altipiano, in corrispondenza di una piccola cisterna e una torre di avvistamento da cui si distaccano le mura sino al porto grande.

Tutta la costruzione presenta diversi elementi strategici parecchio ingegnosi e servivano per cogliere di sorpresa gli eventuali assalitori. L’intricato susseguirsi di gallerie interne dava la possibilità di spostare le truppe da un punto all’altro della fortezza senza essere visti all’esterno.

Foto di Giovanni Crupi