Forse non tutti lo sanno, ma la lingua siciliana ha dato molti contributi all’italiano. Quella della nostra isola, infatti, è una lingua a tutti gli effetti. Secondo l’Unesco, il siciliano è “abbastanza distinto dall’italiano tipico, tanto da poter essere considerato un idioma separato“. Se questo non fosse già sufficiente, è importante sottolineare come non deriva dall’italiano, bensì direttamente dal latino volgare. Fu la prima lingua letteraria italiana, già nella prima metà del XIII secolo (nell’ambito della Scuola siciliana).

Possiede a tutti gli effetti lo status di lingua madre: ricordate, quindi, che i siciliani possono essere descritti come bilingui! Partendo da questi semplici presupposti, quindi, non stupisce affatto comprendere come il siciliano abbia potuto essere fonte di ispirazione. Per rendergli omaggio, abbiamo deciso di suggerirvi su 10 parole italiane che esistono grazie alla lingua siciliana. In realtà ce ne sono molte altre, ma abbiamo selezionato quelle che ci sembrano più curiose. Scopriamole subito insieme.

Le parole italiane che esistono grazie alla lingua siciliana

  1. Abbuffata (o anche il verbo abbuffarsi). Il verbo è entrato a far parte della lingua italiana nell’Ottocento e deriva da “buffa”, cioè “rospo” in siciliano. Quando ci si abbuffa, ci si gonfia come un rospo.
  2. Intrallazzo. Si definisce così un imbroglio, un affare illecito. Alla fine della seconda guerra mondiale questa parola entra nella lingua italiana, in seguito allo sviluppo del mercato nero.
  3. Scippo. È una parola di origine siciliana, utilizzata nel Meridione, entrata a fare parte dell’italiano, anche con un significato figurato.
  4. Lupara. A quanto pare, in origine, il termine non indicava il fucile, ma le munizioni per uccidere i lupi. A partire dagli anni Sessanta, “lupara” si utilizza in tutta Italia.
  5. Sciabica. Questa parola ha origini arabe (shabaka) ed è entrata a far parte della lingua italiana già nel 1600, grazie il siciliano. Indica la rete da pesca a strascico.
  6. Trazzera. È un’altra parola siciliana entrata a far parte dell’italiano, per indicare strade sterrate o sentieri.
  7. Sfarzo. Si tratta di un termine siciliano, comune ai territori dell’Italia meridionale che hanno subìto la dominazione spagnola. L’origine, molto probabilmente è dallo spagnolo “disfraz”, cioè maschera.
  8. Sfuso. Deriva dal termine siciliano “sfusu” ed è comune a molti territori dell’Italia meridionali. Si utilizza per indicare qualcosa che non è confezionato.
  9. Omertà. Questa parola è di origine incerta, ma è conosciuta già dal 1800. L’ipotesi più accreditata la vede derivare dal latino humiltas, che è diventato in siciliano “umirtà“.
  10. Canestrato. Deriva dal siciliano Cannistratu: è un tipo di formaggio simile al pecorino, che si ripone nelle ceste di vimini. Il termine è entrato a far parte della lingua italiana dagli anni Sessanta circa del 900 ed è registrato da tutti i vocabolari.

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