L’incanto delle Serre della Quacella.

  • Il botanico Michele Lojacono Pojero le ha descritte come le Alpi di Sicilia.
  • Si tratta di un territorio montuoso molto suggestivo.
  • Aiamo a nordest del borgo di Polizzi Generosa e a sud di Piano Battaglia, nel Palermitano.

L’illustre botanico palermitano Michele Lojacono Pojero ha descritto le Serre della Quacella come le Alpi di Sicilia. La Quacella è una suggestiva zona montuosa che si trova a nordest del borgo di Polizzi Generosa e a sud di Piano Battaglia. Da un punto di vista naturalistico, ha davvero tanto da offrire. Include il Monte Quacella, a nord del Vallone Madonna degli Angeli e l’Anfiteatro della Quacella, che è ricco di guglie, pinnacoli, canaloni e ghiaioni. Il Monte Quacella è parte di una cresca arcuata, allungata da Nord a Sud, con un versante concavo a ovest, soggetto a forte erosione, e un versante più stabile a est, coperto di boschi. Il rilievo è formato da calcari dolomitici e la roccia ha un aspetto poroso. Questo spiega il nome del monte, che deriva da “quacedda” o “quacina”, il pietrisco dell’impasto cementizio.

In generale, si tratta di un’area un po’ spoglia, ad eccezione di una parte sottoposta a rimboschimento nella metà del Novecento. Le condizioni ambientali, uniti alla precaria stabilità del suolo, sono le ragioni per cui si presenta così. Si tratta di uno degli ambienti più selettivi delle Madonie, che ospita per lo più piante di modeste dimensioni con radici molto sviluppate. Così, infatti, possono resistere ai venti forti e attecchire nel particolare terreno. Poche anche le specie arboree. Alcune delle piante che crescono qui sono endemiche, come l’astragalo dei Nebrodi, noto localmente come “spinapuci”, o la ginestra di Cupani. Ancora, si trovano il cardo di Boccone, l’alisso dei Nebrodi, il lino delle fate siciliano, il lino di montagna, la stregonia siciliana, la saponaria siciliana, il giaggiolo siciliano, la viperina stellata e l’orchidea farfalla.

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