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Tre città siciliane si collocano tra le migliori d’Italia per accesso all’istruzione. È quanto emerge da una nuova analisi realizzata dalla piattaforma educativa LeTueLezioni, che ha sviluppato l’Accessibility Index, un indicatore che misura quanto sia facile per studenti e famiglie accedere a scuole, insegnanti e servizi di supporto nelle principali città italiane.

I risultati ribaltano uno stereotipo molto diffuso nel dibattito pubblico: mentre spesso si parla delle difficoltà del Mezzogiorno, i dati mostrano che Messina, Palermo e Catania occupano rispettivamente secondo, terzo e quarto posto nella classifica nazionale, subito dopo Roma.

Un indice che misura l’accessibilità all’istruzione

L’Accessibility Index prende in considerazione diversi fattori che incidono concretamente sull’esperienza scolastica degli studenti. Non si limita a contare il numero di scuole, ma analizza l’intero ecosistema educativo.

Tra gli indicatori utilizzati figurano: densità scolastica (numero di scuole per 10.000 giovani); rapporto tra studenti e insegnanti; spesa pubblica per l’istruzione a livello regionale; disponibilità di insegnanti di sostegno e numero di tutor educativi disponibili.

I dati provengono da dataset nazionali ufficiali e sono stati standardizzati per consentire il confronto tra città con dimensioni demografiche molto diverse. L’indice misura l’accessibilità al sistema educativo, non la qualità delle scuole.

Roma prima, ma la Sicilia domina la classifica

Al primo posto si colloca Roma, grazie alla dimensione del suo sistema educativo: 3.718 scuole, 18 università e oltre 63 mila insegnanti regionali.

Subito dietro, però, emerge la sorpresa della classifica: tre città siciliane occupano tutte le posizioni dal secondo al quarto posto.

Messina si piazza al secondo posto, con una densità scolastica tra le più alte d’Italia: 170 scuole ogni 10.000 giovani, il valore più elevato tra tutte le città analizzate.

Al terzo posto troviamo Palermo, che può contare su 1.660 scuole e circa 100 scuole ogni 10.000 giovani, oltre a una delle percentuali di spesa per l’istruzione più alte a livello regionale.

Segue Catania, quarta in classifica, con 1.525 scuole e una rete educativa ampia e distribuita sul territorio.

La classifica delle città italiane

Secondo l’Accessibility Index, la città con il miglior accesso all’istruzione è Roma, che guida la classifica nazionale. Subito dopo si collocano Messina, Palermo e Catania, mentre nelle posizioni successive compaiono Cagliari, Napoli e Pescara.

Milano si trova all’ottavo posto, seguita da Salerno e Caserta, che chiudono la top ten. Nel complesso, la graduatoria evidenzia una forte presenza di città del Sud Italia nelle prime posizioni.

Il ruolo decisivo degli insegnanti

L’analisi evidenzia anche quanto la disponibilità di insegnanti incida sull’organizzazione delle classi. Quando il numero di docenti non cresce insieme alla popolazione scolastica, emergono problemi concreti: classi più numerose; minore attenzione individuale agli studenti e meno possibilità di scelta per le famiglie.

Secondo il GoStudent Future of Education Report, molti sistemi educativi operano già vicino ai propri limiti organizzativi.

Per Albert Clemente, CEO di LeTueLezioni “La tecnologia da sola non basta. Il fattore umano resta fondamentale”, sottolineando come i livelli di personale continuino a influenzare lʼaccessibilità anche in sistemi educativi sempre più moderni.

Il rischio di nuovi divari educativi

Lo studio ricorda che l’accesso all’istruzione in Italia rimane molto diverso da città a città.

Albert Clemente spiega: “Un accesso equo e giusto all’istruzione non è un ideale teorico, ma una necessità pratica per il corretto funzionamento della società. Quando l’accesso varia in modo così marcato tra territori diversi, l’impatto è immediato.”

Le differenze incidono su aspetti quotidiani della vita scolastica, come la dimensione delle classi; la rapidità con cui gli studenti ricevono supporto e le scelte educative delle famiglie. Per questo motivo gli esperti sottolineano la necessità di investimenti mirati nella distribuzione delle scuole e del personale docente.

Il quadro che emerge dall’Accessibility Index invita a guardare l’istruzione italiana con una prospettiva diversa. L’accesso alla scuola non dipende solo dalle risorse economiche, ma anche da come vengono distribuite strutture, insegnanti e servizi di supporto. In questo contesto, la presenza di Messina, Palermo e Catania tra le prime quattro città italiane rappresenta un dato significativo. Dimostra che anche in territori spesso raccontati attraverso le loro criticità è possibile costruire un sistema educativo accessibile e capace di offrire opportunità concrete agli studenti. Un risultato che suggerisce quanto l’organizzazione delle risorse possa fare la differenza nel futuro dell’istruzione.