Il viaggio alla scoperta della Sicilia più misteriosa ci porta oggi alla Torre San Filippo. Siamo immersi nel paesaggio rurale ibleo, dove incontriamo diverse tipologie di edifici, come ville, casali e masserie. Le ville erano eleganti residenze per, appunto, la villeggiatura, o per il controllo del lavoro nei campi e delle masserie. Si contraddistinguevano per le loro caratteristiche architettoniche. Erano dei veri e propri fortini, con riferimenti alle residenze più urbane e includevano spesso anche un giardino e una chiesa.

La Torre San Filippo ricade nell’ambito di una di queste ville e si può paragonare a un castello. L’edificio è indubbiamente affascinante e, nonostante l’incuria, conserva alcuni mobili dell’epoca, sopravvissuti alle razzie. Qualcuno è anche riuscito a portare via la scalinata che ornava l’ingresso centrale. Nella chiesetta sono stati avviati alcuni lavori di ristrutturazione.

La Torre San Filippo è poco distante da Ragusa ed è legata a una leggenda, così come raccontato dal team di Urbex Sicilia – Sicilia Abbandonata.

Si narra che nell’antico caseggiato, nel torrione smerlato, ogni giorno 7 del mese si ripeta una storia crudele. Il caseggiato serviva a controllare il feudo e lì viveva il proprietario, con l’unico figlio maschio. Il giovane, invaghitosi di una ragazza con i capelli biondi, fece di tutto per sposarla. I due furono felici, fino a quando non arrivò un giovane guardacaccia. La giovane se ne innamorò ed egli divenne il suo amante.

Gli amanti clandestini approfittavano delle assenze del marito di lei. Un giorno, era un 7 di novembre, l’uomo finse di allontanarsi, ma in realtà si nascose in attesa del rivale. Il marito lo uccise. La donna fuggì, mentre il marito le aizzava contro i cani. Lei salì sul torrione del palazzo, ma venne raggiunta dai cani e non le rimase altro che gettarsi nel vuoto.

Da allora, ogni 7 del mese, si vede la donna che fugge, inseguita dai cani neri.

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