01Un 43enne di Adrano è stato ucciso questa mattina da diversi colpi di arma da fuoco. L’agguato è avvenuto intorno alle 06:30; la procura della città ha già avviato le indagini.

Si chiamava Maurizio Maccarrone il giovane uomo che questa mattina è stato ucciso davanti alla sua abitazione, da diversi colpi sparati da un’arma da fuoco. Maccarrone era di Adrano, città in provincia di Catania, e lavorava presso una struttura sanitaria privata di Biancavilla. Non si sa ancora nulla, né sul mandante della sparatoria né sull’esecutore.

L’uomo si stava recando al lavoro quando è stato raggiunto dai proiettili, intorno alle 06:30 di questa mattina. Sul posto si sono immediatamente recati gli agenti della squadra mobile di Catania e del commissariato di Adrano; a guidare le indagini è il pm Giuseppe Sturiale.

Non è la prima volta che il catanese viene insanguinato da agguati che finiscono con il ferimento o la morte di più persone.
Quest’estate, una sparatoria all’interno degli ambienti della criminalità organizzata ha coinvolto i carabinieri della compagnia di Giarre, mentre a Palermo la sparatoria al mercatino del Cep dello scorso mese, ha totalizzato un ferito e un morto, il giovane Maurizio Quartararo, che si trovava con il fratello nei pressi di via Paladini.

E mentre il fior fiore della criminalità sembra sbocciare tra i minori, secondo gli ultimi dati Istat sono infatti più di 3.100 i giovani denunciati al di qua dello Stretto perché colpevoli di reato, a Palermo lo Stato festeggia, con un blitz contro la mafia.

A guidare la classifica 2012 della criminalità minorile la Sicilia dunque, al terzo posto dopo Lazio e Lombardia; trend positivo invece per i furti, che nel 2012, in Sicilia hanno fatto registrare un calo di quasi 378 denunce a carico di ragazzi al di sotto dei 18 anni.

Ma è sempre di questa mattina la notizia che l’Operazione Zefiro è andata a buon fine: 18 gli arrestati del clan Brancaccio. Il noto gruppo criminale accusato di associazione mafiosa, è stato sgominato a Palermo con l’aiuto delle squadre mobili di Milano, Napoli e Trapani, oltre che degli agenti del nucleo operativo della Sicilia Occidentale.

Un’iniziativa inaugurata grazie alle intercettazioni effettuate sul territorio, negli esercizi costretti a pagare il pizzo ai criminali del noto quartiere; un’inchiesta portata avanti dal procuratore di Palermo, Leonardo Agueci, e dai pm Francesca Mazzocco, Caterina Malagoli ed Ennio Petrigni, che ha ottenuto stamattina anche il plauso del Presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi.

 

Autore | Enrica Bartalotta