Il nostro viaggio alla scoperta della Sicilia ci porta oggi a Sperlinga, in provincia di Enna. Un borgo siciliano davvero unico e particolare, incastonato nella roccia. Una testimonianza della tenacia dei siciliani, che hanno convissuto con l’asprezza della rocca.

La storia di questo borgo comincia nelle grotte. E nelle grotte continua ancora oggi. Fin dall’antichità, infatti, la parete rocciosa che sovrasta la cittadina è stata scavata dall’uomo, per ricavarne rifugi. Il nome è di origine greca, ma è arrivato ai giorni nostri attraverso la mediazione del latino “spelunca“. Camminarci, oggi, è un’esperienza suggestiva: tutto intorno la roccia, un retaggio di secoli e scorci mozzafiato.

Sperlinga, la storia del borgo

Tra i primi documenti storici in cui è citata Sperlinga, c’è un privilegio del Conte Ruggero del 1082. Risale al periodo subito successivo una forte colonizzazione da parte di popolazioni lombarde. Per questo, ancora oggi qui si parla un dialetto gallo-italico, il gallo-italico di Sicilia.

Della cittadina si parla attestata come castrum (e quindi borgo dotato di strutture castellane) già in un documento del 1132. Nel 1282, durante i Vespri Siciliani, fu l’unica fortezza a non ribellarsi agli Angioini.

Da qui il celebre motto: Quod Siculis Placuit Sola Sperlinga Negavit (“La sola Sperlinga negò ciò che piacque ai Siciliani”), inciso sull’arco a sesto acuto del vestibolo del Castello nel tardo Cinquecento. La storia di si identifica con la storia delle famiglie che hanno posseduto il castello e i feudi annessi: i Ventimiglia, i Natoli, i Rosso e gli Oneto.

Cosa vedere e cosa mangiare

Sicuramente interessante è il Castello, in parte scavato in una gigantesca mole d’arenaria a partire dal XII a.C., e in parte costruito sulla stessa roccia intorno all’anno Mille. Molto suggestivo è, naturalmente, tutto l’aggrottato: il fianco del castello è traforato da circa cinquanta grotte artificiali, scavate dall’uomo in tempi lontani. Sono collegate da stradine e scalini, sempre ricavati dalla rupe.

Ancora, tra gli altri luoghi da visitare, la chiesa della Mercede, che contiene un pregevole crocifisso ligneo, un tempo posto nella chiesa interna della rocca. La zona intorno a Sperlinga è ricca di grotte. Tra i siti rupestri più interessanti, ci sono quelli di Contrada Rossa e Contrada SS. Quaranta.

I prodotti tipici di Sperlinga sono, ad esempio, i formaggi, come caciocavallo, piacentino e ricotta fresca. Qui si prepara una deliziosa cassata. Tra i piatti tipici ci sono la frascàtula (polenta di farina di grano duro o di cicerchia, con lardo e broccoletti) e il Tortone (un dolce fatto con la pasta del pane fritta in olio e cosparsa di zucchero misto a cannella).

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