La cicerchia è uno dei legumi più antichi: vediamo insieme le sue proprietà.

Se ne trovò traccia già in Mesopotamia con datazione risalente a più di 8000 anni fa. Questo alimento ha fatto a lungo parte della tradizione e dell’alimentazione contadina italiana. Anche in Sicilia è stato molto diffuso, finendo poi nel dimenticatoio.

Le cicerchie sono legumi ricchi di proteine. Contengono, inoltre, vitamine del gruppo B, vitamina PP, calcio e fosforo, oltre che una buona quota di fibre. Sono povere di grassi ma molto energetiche, stimolano la memoria e migliorano il tono muscolare.

Le controindicazioni

Si tratta, indubbiamente, di un alimento con eccellenti caratteristiche nutrizionali, ma il loro consumo non deve essere eccessivo. Le cicerchie, infatti, contengono una tossina, la latirina. Questa, se assunta in elevate quantità, nel lungo periodo può causare un disturbo chiamato laritismo, che comporta disturbi funzionali e paralisi spastica e irreversibile degli arti inferiori.

Bisogna tenere comunque conto che questa malattia si è presentata in Europa e in Asia dopo periodi di carestia, durante i quali la cicerchia era praticamente l’unico nutrimento, per lunghi periodi. In una dieta varia e ricca di alimenti diversi, il periodo di contrarla è davvero raro, per quanto riguarda l’Italia.

Come cuocere le cicerchie

Per ridurre al minimo la tossicità delle cicerchie, potete lasciarle a lungo in ammollo, preferibilmente in acqua salata e tiepida. Al momento della cottura, sostituite l’acqua dell’ammollo con nuova acqua. La cottura ad alta temperatura contribuisce a sconfiggere la potenziale tossicità della cicerchia.

Foto Marica Massaro – Wikipedia

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